Dom04302017

Last updateMar, 25 Apr 2017 10pm

Per fortuna i sondaggi continuano a sbagliare

GIAN LUIGI FERRETTI - Per fortuna sondaggisti e commentatori hanno sbagliato di nuovo. Per fortuna? Fortuna di chi? Mia, per esempio. Puntando sulla Brexit e su Trump ho vinto una discreta sommetta.
Adesso sto cercando un bookmaker che accetti scommesse sull’esito del nostro Referendum. Non su chi vincerà, troppo scontato. Voglio invece puntare sull’entità della vittoria del NO perché non credo assolutamente che la differenza fra le due posizioni sia di pochi punti e credo che l’esito finale sarà da 60 a 40 a 70 a 30.
Sondaggisti e commentatori sbagliano alla grande perché non vivono fra la gente normale. Forse si limitano a gironzolare attorno ai Palazzi invece di andare al bar, sugli autobus affollati,  nei luoghi di lavoro.
Ma in fondo perché dovrebbero preoccuparsi dell’opinione popolare gli intelligentoni radical-chic? Tanto loro sono una razza superiore. Se in Gran Bretagna vince la Brexit, gridano che le elezioni vanno rifatte. Se vince Trump scendono in piazza a manifestare contro la maggioranza che lo ha votato. L’avete sentita Hillary quando finalmente si è degnata di presentarsi in pubblico dopo la sconfitta? Ha detto sì ai suoi supporter: “Dobbiamo accettare questo risultato e dobbiamo dare la possibilità a Trump di governare”. Ma si è affrettata a precisare: “Voi rappresentate il meglio dell'America”, quindi gli altri sarebbero il peggio. Ecco l’arroganza e la puzza sotto il naso di chi è convinto che chi vota in modo diverso sia un baluba populista di razza inferiore.
Cosa c’entra tutto questo con il Referendum? C’entra perché del quesito, dei paragrafi e commi degli articoli in realtà non frega niente quasi a nessuno.
Non serve a nulla riempire formulari con domande e risposte, bisogna “respirare” gli umori della gente e la gente –giusto o sbagliato che sia - oggi vuole punire Renzi.
Ci sono momenti in cui un personaggio è talmente in sintonia con il suo popolo che gli viene perdonato tutto.  Trump lo ha capito e durante un comizio in Iowa ebbe a dire: "Potrei stare in mezzo alla Fifth Avenue e sparare a qualcuno e non perderei neanche un voto".
Per contro un personaggio che ha deluso e quindi ha perso il rispetto verrà avversato  qualunque meraviglia possa inventarsi. Figuriamoci se commette l’errore madornale ed irreparabile di manifestare che il suo avvenire politico dipende dall’esito della votazione.
A parte la schiera, sempre più sottile, dei suoi “innamorati” che voterebbero SI anche all’amputazione obbligatoria di una gamba, tutti gli altri innalzano il muro del NO, soprattutto molti italiani nel mondo - li frequento da parecchi decenni e quindi li conosco bene - che l’amputazione la subirebbero davvero con l’eliminazione di tutti i senatori eletti all’estero.
Come con le ciliegie, una sorpresa tira l’altra e, dopo il Referendum, sarà la volta delle Presidenziali in Austria e poi in Francia.
Sì, il mondo sta cambiando e sondaggisti e commentatori non se ne accorgono. Per fortuna.

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