NO al Referendum di Renzi il Vendifrottole

Da Zurigo intervento nel dibattito sul Referendum
GERARDO PETTA - Non se ne può più di questo governo  Renzi che prima dice una cosa e poi si rimangia tutto,  cambiando idea secondo  quello che  fa più comodo a lui o ai poteri forti che lo sostengono. Ormai l’Italia è diventata   una marionetta  nelle mani  di gente che non ci mette la faccia e specula sul popolo, e sullo scenario internazionale non veniamo  più ascoltati da  nessuno: contiamo come il due di coppe, quando la briscola è a denari.
La Riforma Costituzionale partorita da  Renzi, insieme alla figlia del banchiere Boschi e all’ex comunista Napolitano, è un pastrocchio che non semplifica il funzionamento della macchina dello Stato, bensì  ne riduce addirittura  la sovranità popolare. E questo non lo dice solo l’opposizione, ma anche una buona parte della sinistra… tutti a parte il PD! È una riforma che non serve proprio a niente e mette a rischio quel poco di buono che ci è rimasto!
La data del referendum non è stata ancora fissata e questo la dice lunga sull’opportunismo dell’attuale governo; il prossimo 04 ottobre la Consulta deciderà se approvare o bocciare "l’Italicum", la nuova legge elettorale,  in particolar modo su alcuni punti come l’incostituzionalità del premio di maggioranza o la mancanza di una soglia minima per il ballottaggio.
Siamo nel caos  totale, non si capisce  cosa succederà o come si andrà avanti in Italia; la disoccupazione e  le tasse  non stanno diminuendo, i giovani e intere famiglie sono costretti ad andare all’estero, mentre gli immigrati ci stanno invadendo,  ma il governo Renzi  parla di segnali positivi. Il premier si sta dimostrando solo un "raccontaballe" ed è inviso a molti esponenti della sua stessa maggioranza, che purtroppo alla fine non hanno il coraggio di mandarlo a casa, perché perderebbero la poltrona di parlamentare. Ed è  proprio grazie a questo dettaglio  che Renzi continua a restare in sella al suo governo,  insieme ai suoi amici che ha piazzato nei posti nevralgici della macchina amministrativa  dello Stato. Non  per ultimo alla Rai, dove ha completato il puzzle dei suoi uomini,  in modo che non lo si potrà  criticare in nessun modo.
Mi  sembra quasi di vivere  a Cuba dove i Castro, a parte  la  riapertura  dell’Ambasciata Americana all’Avana, non hanno  cambiato niente, continuando ad  arrestare e imprigionare i dissidenti. Forse tra poco sarà così anche in Italia, in quanto Renzi, grazie ai nuovi responsabili dei Tg, ha fatto rimuovere i giornalisti scomodi, ma in futuro, chi lo sa?, potrebbe anche condannare chi si permettesse di criticare il suo operato di "vendifrottole". Con il nuovo sistema elettorale dell’Italicum chi vince otterrà  il premio di maggioranza con cui potrà governare senza intoppi per 5 anni e cambiare tutte le leggi che desidera. Il premier diventerebbe quasi una specie di dittatore. Infatti il nuovo Parlamento sarebbe formato da soggetti per  2/3 non eletti dal popolo, bensì  nominati dai partiti con i capolista bloccati. Quindi l’Italicum alla fine non è tanto diverso dal precedente sistema elettorale  il "Porcellum",  dichiarato tra l’altro  incostituzionale.
 Pertanto si è perso  tempo, per non cambiare nulla!
Inoltre  i tanti pubblicizzati  risparmi con il nuovo Senato non retribuito, formato da consiglieri regionali e sindaci, sono ridicoli. In pratica si aggirano su scarsi 50 milioni di Euro, ma poi comunque questi nuovi senatori hanno diritto a un rimborso spesa per recarsi a Roma e   bisogna infine  continuare a pagare il fitto di Palazzo Madama, con tutti i suoi dipendenti, dove l’usciere seguirà a percepire circa Euro 10'000 al mese.
E allora non prendiamoci in giro! Era meglio lasciare tutto come prima o eliminare, se si voleva veramente risparmiare,  del tutto il Senato.
Il bicameralismo in questo modo  non viene davvero superato, come dice il governo, bensì reso più confuso creando di sicuro conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e nuovo Senato.
Perciò, senza parlare di colore politico di appartenenza, considero questa Riforma Costituzionale non idonea a un paese come l’Italia. La Costituzione rappresenta  le fondamenta su cui  poggia una nazione ed è necessario che alla sua compilazione o alle sue  modifiche partecipino tutte le forze politiche e non come è successo nell’attuale Riforma solo le forze di maggioranza. Altrimenti dobbiamo parlare, come ho accennato precedentemente, di riforma alla cubana o alla bulgara.
L’Italia merita di più  e non l’attuale, pessima Riforma che   permetterà  solo, al furbetto di turno, di poter governare in modo assoluto, senza possibilità di essere messo in discussione dall’opposizione.
Allora votiamo NO, NO e di nuovo NO per correggere, modificare  e integrare tutti insieme questa Riforma Costituzionale che dovrà rappresentare il nostro futuro e soprattutto migliorare la macchina amministrativa dello Stato italiano.

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