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Boccadutri colpisce ancora

il lupo perde il pelo ma non il vizio 
ALBERTO BRUNO - Nella società umana comunicare significa “trasmettere” un’idea, un sentimento, una notizia. Il modo più comune è quello attraverso il supporto linguistico a condizione di parlare chiaro, in modo diretto, non contorto o involuto come un dialetto conosciuto da pochi o in modo oscuro come un cifrario noto solo a chi ne possiede la chiave.
E la chiarezza del linguaggio è maggiormente imposta quando si affronta qualcosa che abbia a che fare con la matematica, regina dei numeri, legata in modo indissolubile alla linearità ed alla precisione del ragionamento.
Chi ignora la grammatica e la sintassi difficilmente può ergersi a spiegare logicamente qualunque sequenza di numeri, soprattutto quando  si si tratta dei soldi dei cittadini.
Un certo Boccadutri, palermitano, descritto da wikipedia come laureato in giurisprudenza (sic!), ex tesoriere di Rifondazione Comunista e poi ex tesoriere di Sel, che dopo l’elezione a deputato nel 2013 ha abbandonato il partito di Vendola per intrupparsi al seguito di Migliore nel blocco del PD renziano, ha mostrato un iperattivismo sul tema del finanziamento pubblico ai partiti.
Da dirigente di partito che non ha mai sudato come un operaio, ha sempre sostenuto che il finanziamento pubblico fosse un elemento di democrazia, senza mai ammettere che il finanziamento è invece il metodo per mantenere un esercito di parassiti nullafacenti che non arrecano nessun giovamento alla società.
In cosa si è distinto questo personaggio che nel pieno della sua attività parlamentare, parlando del 2 per mille nella dichiarazione dei redditi a favore della politica si è espresso in un italiano così forbito:” i cittadini hanno uscito il loro portafoglio ed hanno dato i soldi ai partiti" (vedi in proposito QUI)?
Quando il governo di Jo condor Letta, conscio della pericolosità per la tenuta del quadro di maggioranza della martellante campagna del M5S sull’abolizione dei finanziamenti ai partiti, ottenne l’approvazione della legge sulla loro progressiva riduzione, con soppressione totale nel 2017, Buccadutri votò contro. Le mammelle della vacca Stato dovevano restare a disposizione della voracità dei politici.
Con incredibile faccia tosta non ha mancato però di chiedere severità nei confronti di tutti i cittadini. Subito dopo, con la motivazione di voler combattere l’evasione fiscale e il riciclaggio, si è fatto promotore di una proposta di legge sulla riduzione del contante e per la contestuale diffusione di metodi di pagamento elettronici, chiedendo altresì al Governo di farsi promotore presso le Istituzioni Europee dell’abolizione delle banconote da 500 euro, facendo fare un balzo sulla sedia al ragionier Spinelli abituato a confezionare buste da 5.000 euro alla volta.
Cosa disponeva la legge sulla riduzione del finanziamento dei partiti? Che il finanziamento ridotto sarebbe stato concesso solo dopo la verifica e l’approvazione delle spese da parte dell’apposita commissione di controllo. Ma a fine giugno il magistrato preposto a questo computo avvertì i presidenti delle Camere che i controlli di migliaia e migliaia di ricevute non erano stati eseguiti per mancanza di personale e che quindi secondo la legge non si poteva procedere al finanziamento ai partiti.
Ma ecco che Boccadutri, con una respirazione bocca a bocca nei confronti dei tesorieri si trasforma in deus ex machina. Le idrovore di fondi pubblici dei partiti, dissipatori di risorse per mantenere i loro apparati inutili, possono continuare a girare e a macinare. Coerente con la sua natura di maneggione di denari presenta una legge truffa che autorizza i Presidenti delle Camere a disporre pagamenti anche senza controlli di legittimità. Si tratta di 10 milioni di rimborsi elettorali per la Camera e di 6 milioni per il Senato. A nulla è valsa la robusta contrarietà isolata del M5S. La legge è stata prontamente approvata da tutti i partiti, di governo e di finta opposizione, e cioè PD+NCD+UDC+PA+FI+LEGA+SC+FdI+Misto. Tutti uniti nella sottrazione di risorse pubbliche. Visto come vanno le cose non c’è da meravigliarsi più di tanto: il popolo è abituato a questi calci sui denti da parte di chi vive di politica senza calli alle mani, senza sudore, senza fatica.
Ma non è tutto.
La legge di stabilità del premier Renzi, che ha troppe cambiali da pagare, ha fatto fare al ministro Padoan una piroetta di 180 gradi. L’unico ministro tecnico, che non dovrebbe obbedire a calcoli di convenienza politica, ma mantenersi nel solco della legalità e della giustizia ha fatto una figuraccia da peracottaro. Smentendo quanto lui stesso aveva dichiarato in Parlamento circa la necessità di abbassare il limite di utilizzo del contante per una migliore lotta all’evasione, è stato costretto a dire esattamente il contrario ed a sostenere che non c’erano prove che un innalzamento della soglia avrebbe favorito il riciclaggio e l’evasione fiscale.
Contraddicendo palesemente quanto aveva sostenuto il povero Boccadutri, Padoan ha difeso la misura di innalzamento della soglia del contante da 999 euro a 3000 euro e si è fatto garante che questa avrebbe costituito un potente incentivo  alla ripresa della spesa turistica nel nostro paese.
Ma dove vive Padoan? Non è stato capo economista dell’OCSE? Non ha girato il mondo? Non sa che all’estero si paga tutto con carta di credito? Non sa che in America se ti azzardi a tirare fuori in un esercizio commerciale una banconota da 100 dollari vieni guardato male come un narcotrafficante?
Ma l’inesauribile Boccadutri così sonoramente smentito dal Ministro del Tesoro non demorde e ne sforna subito un’altra.
Per combattere l’evasione, cioè quel male che si vince meglio se si eleva il limite del contante a 3.000 euro, presenta un emendamento per conto del suo partito alla stessa legge di stabilità secondo cui deve scomparire il limite minimo di importo per l’uso del mezzo di pagamento elettronico e si impone una sanzione per l’esercente che rifiutasse di adeguarsi alla norma.
Dunque, senza alcuna dimostrazione matematica, senza alcun modello sperimentale di supporto, senza un’approfondita indagine svolta con i tecnici della materia, in modo schizofrenico per la logica dell’italiano medio, da una parte si rende obbligatorio per l’esercente accettare il pagamento con moneta elettronica anche per un caffè o per l’acquisto di un quotidiano, e dall’altra si consente a chiunque di poter spendere in un colpo 3.000 euro in contanti!
E tutto questo mentre 150.000 risparmiatori, per lo più anziani o pensionati, vedono sparire nel nulla i gruzzoli frutto di una vita di economie e di sacrifici, vittime di raggiro o di circonvenzione o di pressione indebita da parte di banche come la Cassa di Ferrara, la Cassa di Chieti, la Banca Etruria e la Banca Marche che hanno fatto volatilizzare quasi 4 miliardi di euro.
Vedrete che di riffa o di raffa sarà ancora una volta il borsellino di ogni italiano a dover ripianare il buco alla faccia di Boccadutri e compagni del PD.

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