Sab11252017

Last updateMar, 14 Nov 2017 3am

Gli argentini amano l’Italia ma l’Italia se ne frega?

TULLIO ZEMBO - Mi sento un privilegiato per avere avuto l'opportunità di assistere ai vari passaggi (Congresso, Casa Rosada, Palazzo San Marin) dell'insediamento del Presidente della Nazione eletto. Davanti a me avevo il figlio di un emigrato italiano che assumeva alla massima carica dello Stato argentino e provavo tutto l'orgoglio che può provare un italiano che da molti anni vive in questo Paese. Mi venivano alla mente tutti gli scritti, tutti i discorsi sull'Argentina come prolungamento oltreoceano dell'Italia, sull'influenza della cultura italiana, sulla popolazione in gran parte di origine italiana. Però dovevo rendermi conto di come in Italia evidentemente l'Argentina sia percepita come un Paese molto lontano in tutti i sensi, non solo geograficamente, un Paese come tanti, come il Myanmar o la Namibia. Assieme a me e a Matias, il fotografo de L’ITALIANO, c'erano giornalisti da tutto il mondo, sapete quanti di loro erano venuti dall'Italia? Nessuno.
E così La Nacion si accorge della differenza fra i giornali italiani e quelli del resto del mondo: "En tanto, los diarios italianos dieron cuenta de la asunción, aunque, a diferencia de los otros medios, el despliegue de la noticia fue menor".
D'altronde l'Italia era rappresentata da un ministro di seconda fila, tanto poco importante che, per l'appunto, non un solo giornalista lo ha seguito. Il povero Martina ha fatto diligentemente quel poco che poteva grazie all'assistenza, come sempre impeccabile, dell'Ambasciata. Sia ben chiaro che non è una critica al governo attuale perchè temo che qualsiasi governo italiano si sarebbe comportato allo stesso modo, questione di mentalità quando non di incapacità.
Oltre a me, che rappresento un quotidiano in lingua italiana sì, ma pur sempre argentino, c'era un giornalista del "Fatto quotidiano" che vive qui. E basta.
Grazie a Dio a questa disattenzione della politica, e quindi delle istituzioni, e dei media fa da contraltare l'attenzione del mondo economico. Cristiano Rattazzi, presidente de Fiat Chrysler Argentina, proprio all'indomani della vittoria di Macri ha annunciato un investimento di 650 milioni di dollari nella fabbrica di Cordoba per produrre un nuovo modello d'auto.
Vedrete che alla fine prevarranno i forti legami che, malgrado tutto, uniscono Italia e Argentina. Il sangue non è acqua e nelle vene del presidente Macri scorre sangue italiano.

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