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Senza risorse, con il treno dei desideri all’incontrario

TORQUATO CARDILLI - Chissà quale machiavellico e perfido maestro di cerimonie tedesco, un vero e proprio bauer (cioè bifolco, da cui il termine di burino importato nel romanesco) può avere organizzato una simile beffa! Ma certo il nostro primo ministro, quello che si fa ritrarre durante lo spoglio delle schede delle elezioni regionali, mentre gioca alla play station con il commissario del PD romano Orfini, campione di rinnovamento de noantri, possiamo dire che se l'è andata a cercare. 
Arrivando a Garmish Partenkirken per il 41mo summit del G7, cioè dei leader dei sette Paesi più industrializzati del mondo, Renzi non ha trovato la fanfara di un corpo militare ma la banda di paese, in costume bavarese, che in luogo dell'inno nazionale ha intonato una ballata popolare. 
Gli organi di informazione italiani non hanno dato notizia di quale marcetta abbia accompagnato la discesa dall’aereo di Obama (puff a train?) o di Hollande (la vie en rose?) o di Cameron (yellow submarine?), né hanno commentato l’abituale tradizione tedesca di irriverenza nei nostri confronti. Già ci avevano provato con Berlusconi accolto sei anni fa al ritmo della cavatina di Mozart "non più andrai farfallone amoroso…" dato che la notte della elezione di Obama era rimasto in tutte altre faccende affaccendato nel lettone regalatogli da Putin, ma questa volta la marcetta di Celentano "azzurro" per accogliere Renzi ha avuto un carattere di insolenza verso tutti gli italiani, dato l’accostamento delle parole del testo al contesto politico dell’incontro. 
Quelle frasi tra due innamorati possono avere un senso, ma per l'arrivo di un capo di governo del paese con il più alto debito in Europa suonano umilianti. Renzi, talmente tronfio di se stesso, nonostante abbia perso per strada in un anno quasi due milioni di voti, anziché arrossire di  vergogna per gli scandali di Roma Capitale e per gli arresti degli uomini del suo partito, si è presentato con l’aspetto del solito buontempone che ride sempre e difficilmente coglie il senso del ridicolo, perfettamente aderente all’immagine che di  noi hanno i tedeschi. 
Proviamo a rinfrescarci la memoria e a canticchiare quel motivetto? "Cerco l'estate tutto l'anno e all'improvviso eccola qua...il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me, mi accorgo di non avere più risorse, senza di te, e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te, ma il treno dei desideri nei miei pensieri all'incontrario va..." appunto. Il treno dei desideri italiani è proprio contrario a quello degli alleati a cominciare dalla Germania padrone di casa e dagli Stati Uniti play maker della situazione. 
Nelle nostre disastrate condizioni economiche, di disoccupazione, di invasione di profughi, di corruzione dilagante, cosa ci aspettiamo da questi vertici, che assomigliano sempre di più  a lussuose, costose e inutili scampagnate tra potenti a spese del popolo (la bellezza di 130 milioni di euro a carico della Germania più le quote di spesa di ogni singola delegazione)? Una solidarietà fattuale dal G7, dalla Nato, dall’UE, dalle N.U. che non avremo mai.
 Abbiamo bisogno di sostegno all’economia ed invece siamo costretti ad accettare l’appesantimento delle sanzioni alla Russia a danno della nostra industria, della nostra agricoltura, delle nostre esportazioni; abbiamo bisogno di proteggere il made in Italy ed invece dobbiamo rinunciare con l’Europa a questa garanzia e con gli Usa a difenderci dalle clausole del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) argomento sconosciuto in Italia, grazie alla cappa di piombo del governo, dei partiti e dei media compiacenti; abbiamo bisogno di compartecipazione agli sforzi per la redistribuzione degli immigrati e dei profughi ed invece ci accontentiamo che le marine inglese, francese, tedesca raccolgano in Mediterraneo, ben al di là del mare territoriale italiano, i profughi naufraghi e anziché portarseli a casa (le loro navi militari sono territorio loro o no?) li scaricano nei nostri porti; avremmo bisogno di un sostegno politico blindato in favore della vicenda dei marò ed invece siamo costretti ad accontentarci di qualche sorrisetto di commiserazione; avremmo bisogno di ritirarci subito da quello sperpero a vuoto che è la guerra in Afghanistan ed invece siamo costretti a tirare la cinghia e a farla tirare per anni agli italiani per aderire al piano di spese militari imposto da Obama che va ben oltre gli F35; avremmo bisogno di giocare un ruolo di distensione con la Russia ma lasciamo volentieri questa carta al Papa che riceve Putin per la seconda volta; avremmo bisogno di pretendere un allentamento del patto di stabilità ed invece diventiamo più realisti del re nel seguire l’austerità nord europea; avremmo bisogno di promuovere una maggiore solidarietà verso la Grecia se vorremo ottenere eguale trattamento ed invece siamo costretti ad assecondare la politica di rigore della Merkel.
La questione dell’Ucraina e della Grecia, con il corollario delle misure per la crescita, sono stati sbandierati come i temi caldi del G7 insieme all’impegno sul contenimento della temperatura mondiale.
Sulle sanzioni alla Russia dopo l’affondo del presidente USA ("la pressione russa va affrontata con fermezza per contrastare l'aggressione all'Ucraina) si sono esibiti il polacco Tusk, presidente del Consiglio europeo, seguito a ruota dal britannico Cameron che non hanno avuto esitazioni nel dichiarare che le sanzioni stesse contro Mosca andavano rafforzate. Reazione o posizione di Renzi, non pervenuta.
Si è discusso del futuro dell'economia mondiale, di una crescita forte che crei posti di lavoro, di una prospettiva di crescita salda dell'Unione Europea e della sfida climatica. C’è qualcuno che interpretando la fumosa dichiarazione di Renzi secondo cui "la posizione Italiana è totalmente in linea con gli Usa di Obama, ossia dobbiamo fare di più, come Ue, per sostenere la crescita e gli investimenti” sappia dire onestamente quale risultato sia stato raggiunto?<

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