Sab10202018

Last updateSab, 22 Set 2018 11am

Italia

Il Ministro degli esteri a Marcinelle offende la memoria dei nostri emigrati in nome della lotta contro il sovranismo

GIAN LUIGI FERRETTI - Qualche giorno fa ho manifestato la mia sorpresa per il fatto che il Ministro degli Esteri Moavero Milanesi avesse deciso di andare a Marcinelle impedendo di fatto la partecipazione del Sottosegretario Merlo che pure ha la delega per gli italiani all’estero.
Qualcuno mi ha detto che la spiegazione sarebbe da ricercare nel fatto che il Ministro degli Esteri italiano  risiederebbe a Bruxelles. Ma non credo sia questo il vero motivo.
Credo che alla base ci sia un malinteso di fondo.
Io c’ero a Marcinelle, come tutti gli 8 di agosto, fin dai tempi in cui ci ritrovavamo in 3 al Bois du Cazier: Mirko Tremaglia, Bruno Zoratto ed io. C’ero, quest’anno con gli amici dell’UGL con i quali abbiamo installato davanti alla miniere 262 sagome bianche.
Caso mai non c’erano ben 16 dei 18 parlamentari eletti all’estero. Si sa, agosto è il mese delle ferie…
Siccome c’ero ho ascoltato con le mie orecchie quanto affermato da Moavero Milanesi che ha parlato esclusivamente in francese quando anche gli oratori belgi cercavano perlomeno di pronunciare qualche frase in italiano vista la peculiarità dell’evento che, purtroppo, ha una forte impronta italiana.
Il Ministro degli Esteri ha dichiarato, chiaro e forte, di essere a Marcinelle per celebrare la “Journéè du sacrifice sur le travail” (Giornata del sacrificio sul lavoro). Testuale. Altro che Giornata del Sacrificio del Lavoro ITALIANO NEL MONDO”. Di italiani ha parlato solo per dire che anch’essi erano emigranti come quelli che arrivano con i barconi. Lo ha ripetuto in tutte le salse e giustamente i capogruppo in Parlamento di Lega e Fratelli d’Italia lo hanno bacchettato per il paragone offensivo. Mi è parso che anche il senatore di Forza Italia Fantetti (uno dei due eletti all’estero presenti) non fosse contento delle affermazioni di Moavero Milanesi.
Ho avuto l’impressione che questo strano personaggio, già ministro del governo Monti prima e del governo Letta poi, non sia cosciente di quale tipo di governo faccia parte quando l’ho sentito stigmatizzare i rigurgiti di sovranismo e di nazionalismo e magnificare il radioso futuro dell’Unione Europea.
Ma, si sa, il personaggio col doppio cognome, famoso per avere combattuto contro la scrivania di Mussolini, è stato imposto da Mattarella e probabilmente risponde solo a lui. Ecco, l’ho detto e spero che la Procura non apra un fascicolo col mio nome per avere osato criticare il Presidente della Repubblica.

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Vittime delle Marocchinate, denunciata la Francia

Furono 300.000 gli stupri di donne, uomini e bambini italiani compiuti dal 1943 al ‘44 dalle truppe coloniali del Corp Expeditionnaire Français
Sul finire della seconda guerra mondiale  truppe francesi tra le cui file combattevano i Gourmier, soldati magrebini, dopo aver sfondato la linea Gustav e la resistenza tedesca, si diedero a indicibili violenze sulle popolazioni locali, colpevoli di vivere lungo la linea difensiva tedesca ma che nulla avevano a che fare con la guerra. Stupri di bambini, donne e uomini, furti, ma soprattutto omicidi.
Una conta che vide migliaia di vittime molte delle quali non vennero neanche censite per la vergogna. Emiliano Ciotti, presidente dell’associazione vittime delle Marocchinate, da tempo si batte per portare alla ribalta il fango di una pagina di storia scritta dai vincitori spesso a caratteri minuscoli. Questa mattina, assistito dall’avvocato Luciano Randazzo, Ciotti ha presentato una denuncia presso le procure di Frosinone e Latina, nei cui territori i fatti avvennero, la Procura Militare di Roma e notiziando dell’iniziativa giudiziaria il comando generale dell’Arma dei carabinieri e l’ambasciata francese a Roma.
Una denuncia che prende spunto non solo dalle nefandezze generalizzate avvenute nei territorio di Esperia, Campodimele, Priverno, Ausonia, Fondi, Itri, Pontecorvo, Coreno e altri comuni dei Lepini, ma in particolare dell’omicidio di Anastasio Gigli, avo di Ciotti, avvenuto a Priverno l’11 giugno 1944. Il ragazzo, di appena 14 anni, si imbattè in un gruppo di Gourmier che lo attinsero all’addome con una coltellata perchè non riuscirono a piegarlo alle loro turpi intenzioni. Il giovane morì di lì a poco come tanti altri, donne e bambini che, invece, subirono l’onta di inaudite violenze, uccisi se non per mano dei loro aguzzini, a causa delle infezioni che quelle violenze provocarono loro in seguito. Su questi fatti sono state chiamate ad indagare le procure interessate.
C'è da dire che i generali di divisione del CEF, Guillaume, Savez, de Monsabert, Brosset e Dody non solo non fecero nulla per impedire le violenze, ma le incentivarono di proposito tenendo le truppe coloniali forzatamente lontane dai propri bordelli, per aumentarne l’aggressività. Da documenti dell’Archivio Centrale dello Stato, risulta che anche i soldati francesi bianchi si macchiarono di violenze: a Pico furono, infatti, violentate 51 donne da 181 franco-africani e da 45 francesi bianchi. Tali crimini furono minimizzati dalla Francia – riporta la denuncia – asserendo che erano state le donne italiane, in gran parte, a provocare i militari marocchini.

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Capone (Ugl) incontra i leader del centrodestra

 "Tempi maturi per Osservatorio Sociale"
Il Segretario Generale dell'Ugl, Francesco Paolo Capone, ha incontrato stamattina il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, il Segretario della Lega, Matteo Salvini, e il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, nonche' coordinatore politico di Forza Italia.
Un'occasione di confronto sui temi sociali all'ordine del giorno, anche alla luce della legge di bilancio appena varata: lo stato sociale, il lavoro e le politiche di sviluppo dell'Italia.
Da parte di tutti i rappresentanti politici particolare attenzione e' stata posta "alla esigenza di dare voce, attraverso il sindacato, al mondo dei precari e dei disoccupati - spiega Capone - che rappresentano una percentuale elevatissima del tessuto sociale italiano".
Capone ha inoltre espresso la posizione dell'Ugl "sulle numerose emergenze sociali, dal rinnovo del contratto del pubblico impiego alle risoluzioni delle crisi aziendali, che risentono negativamente dell'assenza di una politica industriale e di una programmazione finalizzata allo sviluppo". Disoccupazione, precarieta', attenzione alle fasce piu' deboli della societa' rappresentano quindi per i rappresentanti di Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Ugl "la sfida piu' importante - rimarca il sindacalista - per restituire la speranza di un futuro migliore al nostro Paese anche attraverso un sindacato piu' aperto e partecipativo".
"E' emeresa chiaramente - sottolinea Capone - l'esigenza di creare una sinergia tra politica e sindacato, nel rispetto ovviamente dell'autonomia di ognuna delle parti. Si e' convenuto sulla necessita' di dare vita ad un 'Osservatorio Sociale' che coinvolga da una parte l'Ugl e dall'altra tutte le forze politiche che si riconoscono nei valori sociali del centro destra".

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Capone (UGL) relatore a Parigi al seminario sull'economia partecipativa

Francesco Paolo Capone, Segretario generale dell'UGL, è stato invitato come relatore al seminario "Economie collaborative: dengers ou solutions" che si terrà a Parigi lunedì prossimo.
Nel salone della prestigiosa Maison de l'Amérique Latine nel centrale Boulevard Saint-Germaine dibatteranno, oltre a Capone,  i parlamentari europei Dominique Martin (Francia), Mylène Troszczynski e Marco Zanni (Italia), gli operatori economici Fabienne Weiber (direttrice BlaBlaCar), Didier Chenet (presidente GNI-Synhoreat) e Michael Bugaj (fondatore e presidente Meploy).

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Voto referendum: più partecipazione all'estero che a Bolzano

"A fronte di 3.951.447 plichi elettorali inviati dalle Ambasciate e dai Consolati agli italiani residenti all'estero, compresi quelli aggiunti localmente a norma di legge, risultano restituite alle nostre Sedi 782.709 buste, pari al 19,81% di quelle inviate". Lo rende noto la Farnesina, sottolineando che in Europa la percentuale delle buste restituite alle Sedi sul totale di plichi inviati è del 19,4%, in America Meridionale del 21,59%, per l'America Settentrionale e Centrale il dato è al 17,91% mentre nella ripartizione Africa-Asia-Oceania la percentuale è al 16,56%.
La percentuale di partecipazione al voto del 19,81% è superiore a quella, ad esempio, della Provincia di Bolzano che è stata del 17,6%.
Chissà se tutti quelli che vorrebbero togliere il voto ai cittadini italiani residenti all'estero prendendo a pretesto le basse percentuali di partecipazione, adesso si batteranno per non fare più votare i cittadini italiani residenti nella provinci di Bolzano?

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DAL BRASILE IL MAIE CHIEDE L'ESTRADIZIONE DI BATTISTI

Merlo:"Giustizia deve essere fatta e Battisti deve espiare la sua pena."
Il Presidente del MAIE, On. Ricardo Merlo, lancia dal Brasile un appello alle autorità del Paese affinchè provvedano all'estradizione del terrorista Cesare Battisti in Italia, dove deve scontare la pena all'ergastolo per i quatttro omicidi commessi.
«E' intollerabile» - dichiara l'On. Merlo - «vedere in questi giorni le immagini di questo assassino che brinda e ascoltare le provocazioni di chi non ha mai mostrato neppure un piccolo segno di pentimento nè ha mai chiesto scusa alle famigli delle vittime. Assicuro i connazionali che anche qui in Brasile - soprattutto qui in Brasile - sono indignati, che il MAIE continuerà a pretendere che il governo italiano non demorda, anzi intensifichi le sue pressioni su quello brasiliano. Giustizia deve essere fatta e Battisti deve espiare la sua pena.»

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Stop a doppia tassazione Italia-Taiwan da subito

Sen. Malan: “Passo importante nelle relazioni fra i due Paesi”
Il Senatore Lucio Malan, presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Taiwan ha dichiarato:
Dal 1° gennaio di quest’anno è abolita la doppia tassazione nelle relazioni tra Italia e la Repubblica di Cina - Taiwan, che è oggi al diciottesimo posto tra i partner commerciali del nostro Paese. Un risultato molto positivo per aziende e consumatori Italiani, frutto del lavoro di Camera, Senato e Ministero degli Esteri, in collaborazione con le autorità taiwanesi.   
Prima il Senato, nel novembre 2014, e poi la Camera, nell’aprile 2015, hanno approvato – con larghissima maggioranza e con la sola incomprensibile eccezione del M5S – la legge per la esenzione della Doppia Tassazione tra l’Italia e Taiwan. Una norma simile è già in vigore, da anni, in tutti i più importanti Paesi dell’Unione Europea.
Data la mancanza di relazioni diplomatiche fra i due paesi ha richiesto una procedura diversa rispetto agli altri stati. Dunque, anziché un trattato internazionale poi ratificato dai parlamenti di entrambe le parti, si è proceduto con due leggi parallele. Nella Legge n. 62/2015 è stabilito che, per avere essa efficacia a decorrere dal 1° gennaio 2016, anche Taiwan dovesse approvare, entro il 31 dicembre 2015, analoghe norme legislative.
A seguito della comunicazione taiwanese di completamento del loro iter legislativo, nei termini temporali previsti, i competenti uffici del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e del Ministero dell’Economia e Finanze, hanno vagliato e verificato la concordanza del testo legislativo di Taiwan con la Legge italiana, consentendo quindi che la reciproca efficacia decorra dal 1° gennaio 2016.
Ringrazio la Direzione Asia del Ministero degli Esteri che ha lavorato con esemplare professionalità e concretezza per il conseguimento di questo obiettivo finalizzato all’interesse del mondo del lavoro e delle imprese italiane. Nonché la Direzione Generale del Ministero dello Sviluppo Economico che da anni promuove e guida il lavoro del Foro di cooperazione economica bilaterale.
L’abolizione della doppia tassazione darà un positivo impulso all’interscambio Italia-Taiwan, attualmente a 4 miliardi, mettendo le imprese del nostro paese alla pari con le imprese dei nostri principali concorrenti.

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È probabile che si voti nella primavera del 2018

Dunque, il 24 GENNAIO ci sarà la sentenza della Consulta sulla validità dell’Italicum.
Pertanto solo a FEBBRAIO si comincerà a parlare di una nuova legge elettorale.
Ma il 26 e 27 MAGGIO si tiene il G7 a Taormina, dove certamente non faremo i padroni di casa con un Presidente del Consiglio dimissionario e in piena campagna elettorale.
Escluso di votare prima dell’ESTATE, si potrebbe andare alle urne in AUTUNNO. Ma, alla riapertura del parlamento, dovrà esserci la discussione della Finanziaria. Probabile lo slittamento delle elezioni. Non certo sotto NATALE.
Quindi la data più probabile resta la PRIMAVERA del 2018, cioè la scadenza naturale.
Ma Renzi vorrebbe andare al voto al più presto, direte voi. Vi rispondo che i due democristianoni di lungo corso, Mattarella e Gentiloni, lo stanno fregando alla grande. Ma con garbo, eh?
#StaiserenoMatteo

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L’On. Ricardo Merlo alla guida di 11 deputati

Si costituisce alla Camera la componente Ala-MAIE di 11 deputati ( 7 dei quali provenienti da Forza Italia e 4 dal MAIE) guidata dall’On. Ricardo Merlo.

Ricardo Merlo, figlio di un emigrato italiano, arriva nel 2006 a Roma da Buenos Aires eletto alla Camera per il movimento di Pallaro, contemporaneamente eletto al Senato.
Nel 2008 fonda il MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero) e viene rieletto alla Camera con 50.000 voti di preferenza. Per lo stesso MAIE viene eletta al Senato  Mirella Giai.
Nel 2013 il MAIE elegge 2 deputati, Merlo (con 70.000 preferenze) e Mario Borghese oltre ad un senatore, Claudio Zin.
Alla Camera si costituisce la componente MAIE  di 4 deputati con il passaggio dell’On. Renata Bueno (eletta con la lista USEI) e dell’On. Franco Bruno (eletto con API). Al Senato il Sen. Claudio Zin diventa Vicepresidente del Gruppo Per le Autonomie – MAIE, del quale fanno parte gli ex Presidenti della Repubblica  Ciampi e Napolitano ed i Senatori a vita Piano e Rubbia.

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