Dom02192017

Last updateGio, 02 Feb 2017 9am

Italia

È probabile che si voti nella primavera del 2018

Dunque, il 24 GENNAIO ci sarà la sentenza della Consulta sulla validità dell’Italicum.
Pertanto solo a FEBBRAIO si comincerà a parlare di una nuova legge elettorale.
Ma il 26 e 27 MAGGIO si tiene il G7 a Taormina, dove certamente non faremo i padroni di casa con un Presidente del Consiglio dimissionario e in piena campagna elettorale.
Escluso di votare prima dell’ESTATE, si potrebbe andare alle urne in AUTUNNO. Ma, alla riapertura del parlamento, dovrà esserci la discussione della Finanziaria. Probabile lo slittamento delle elezioni. Non certo sotto NATALE.
Quindi la data più probabile resta la PRIMAVERA del 2018, cioè la scadenza naturale.
Ma Renzi vorrebbe andare al voto al più presto, direte voi. Vi rispondo che i due democristianoni di lungo corso, Mattarella e Gentiloni, lo stanno fregando alla grande. Ma con garbo, eh?
#StaiserenoMatteo

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Capone (Ugl) incontra i leader del centrodestra

 "Tempi maturi per Osservatorio Sociale"
Il Segretario Generale dell'Ugl, Francesco Paolo Capone, ha incontrato stamattina il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, il Segretario della Lega, Matteo Salvini, e il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, nonche' coordinatore politico di Forza Italia.
Un'occasione di confronto sui temi sociali all'ordine del giorno, anche alla luce della legge di bilancio appena varata: lo stato sociale, il lavoro e le politiche di sviluppo dell'Italia.
Da parte di tutti i rappresentanti politici particolare attenzione e' stata posta "alla esigenza di dare voce, attraverso il sindacato, al mondo dei precari e dei disoccupati - spiega Capone - che rappresentano una percentuale elevatissima del tessuto sociale italiano".
Capone ha inoltre espresso la posizione dell'Ugl "sulle numerose emergenze sociali, dal rinnovo del contratto del pubblico impiego alle risoluzioni delle crisi aziendali, che risentono negativamente dell'assenza di una politica industriale e di una programmazione finalizzata allo sviluppo". Disoccupazione, precarieta', attenzione alle fasce piu' deboli della societa' rappresentano quindi per i rappresentanti di Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Ugl "la sfida piu' importante - rimarca il sindacalista - per restituire la speranza di un futuro migliore al nostro Paese anche attraverso un sindacato piu' aperto e partecipativo".
"E' emeresa chiaramente - sottolinea Capone - l'esigenza di creare una sinergia tra politica e sindacato, nel rispetto ovviamente dell'autonomia di ognuna delle parti. Si e' convenuto sulla necessita' di dare vita ad un 'Osservatorio Sociale' che coinvolga da una parte l'Ugl e dall'altra tutte le forze politiche che si riconoscono nei valori sociali del centro destra".

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Il perché del ricorso al TAR di Roma per il Comites di Basilea e Zurigo

MARCO TOMMASINI (Consigliere Comites Basilea e presidente CDF) -  Per la prima volta nella storia dei Comites è stato inoltrato un ricorso al TAR per salvaguardare la legalità dei Comites. In specifico i requisiti legali dei membri per rappresentare la comunità italiana all’estero. Una prima in assoluto. Non è poco.
I membri dei Comites di Zurigo e Basilea uscenti non sono stati all’ altezza di tutelare e assistere i cittadini truffati dal patronato INCA/ CGIL. Parecchi dei vecchi membri sono transitati ora nei nuovi Comites e l’ esecutivo è rimasto in pratica invariato.
I nuovi-vecchi consiglieri hanno testualmente dichiarato che se ne fregano dei danneggiati della truffa dell’ INCA/ CGIL e che proibiscono ogni discussione in merito. In speciale il Comites di Basilea è situato nello stesso locale e sullo stesso piano dell’ufficio Inca prima chiuso per fallimento e poi riaperto sotto un’ altro nome per eludere il risarcimento degli assistiti truffati. Responsabile dell’ufficio ignobile era contemporaneamente presidente del Comites. 
C’è da meravigliarsi se i consiglieri che fanno parte della lista di maggioranza dei due Comites fanno parte di una struttura della quale la legge ne vieta l’appartenenza per potersi candidare ai Comites. Struttura che supportava la loro elezione ? Ossia il patronato Ital-Uil gemellato con l’ INCA/ CGIL. 
Parliamo della legge che costituisce i Comites. 
La legge prevede che i dipendenti dello Stato italiano che prestano servizio all’ estero, ivi compresi il personale a contratto, nonché quelle che detengono cariche istituzionali sono ineleggibili. I corrispondenti consolari devono essere provvisti di un’autorizzazione ministeriale e dipendono dal Consolato di riferimento. Ossia sono a tutti gli effetti dipendenti dello Stato italiano. La legge è molto chiara. 
Facilmente comprensibile perché la legge escluda i corrispondenti consolari dai Comites tenendo conto tra altri di un principio fondamentale fissato nella costituzione ovvero la garanzia della parità formale di opportunità dell'elettorato passivo allo scopo di eliminare meccanismi distorsivi della competizione elettorale tra i candidati. Il titolare di una carica o di un mandato speciale potrebbe, infatti, utilizzare la propria posizione di supremazia o di poteri del proprio ufficio per esercitare un’indebita interferenza sulla competizione ai fini della raccolta del consenso elettorale nell'ambito della comunità locale, e per questo la legge ne prevede giustamente l’ineleggibilità. Sul sito del consolato di Zurigo tra le funzioni dei corrispondenti consolari si legge che questi in particolare non devono approfittare della loro posizione per effettuare attività di propaganda a qualunque titolo a beneficio proprio o di terzi. Appunto si vuole garantire la parità formale di opportunità. 
La legge prevede l’ ineleggibilità anche per gli amministratori e i legali rappresentanti dei comitati per l’assistenza che ricevono finanziamenti pubblici. Questo vale per gli amministratori e legali rappresentanti di sedi di patronato all’ estero che ricevono finanziamenti pubblici anche se vogliono fare credere l’incontrario. 
In questo caso la legge vuole assicurare un altro principio base di ogni democrazia: la separazione dei poteri. La legge chiede ai Comites che si esprimano sulle iniziative del Consolato e sulle attività dei patronati. Se non ci fosse l’ineleggibilità i dipendenti del Consolato e di patronato di fatto valuterebbero il loro stesso operato. Esecuzione e valutazione concentrati sulla stessa persona. Il seme per attività illecite sarebbe pronto a sbocciare nutrito dalla mancanza di qualsiasi controllo. 
Un esempio clamoroso di come la mancanza della separazione dei poteri possa avere un’ influenza deleteria lo dimostra l’ ignobile truffa del responsabile del patronato INCA/ CGIL e contemporaneamente membro del Comites di Zurigo. Il Comites di Zurigo istaurato per assistere e tutelare i cittadini non è intervenuto per i cittadini rimasti vittime di un loro membro. Nemmeno al Comites di Basilea la truffa è stata mai all’ordine del giorno poiché il presidente contemporaneamente era presidente dell’ INCA/ CGIL di Basilea. Un magna-magna intercomites. 
La lista sostenute dall’ Ital-Uil vicina all’ INCA/ CGIL detiene la maggioranza nei Comites di Basilea a di Zurigo. I membri evitano ogni approfondimento dell’ineleggibilità altrimenti si dovrebbero autoescludere. Chi detiene la maggioranza nel Comites può dichiarare eleggibile chiunque anche un’infame criminale. L’affare della truffa INCA/ CGIL lo insegna. 
In più nel Comites di Basilea sono censurati i verbali, è soppressa ogni iniziativa e ogni argomentazione non conforme alla linea, è zittita ogni differenza con la maggioranza attraverso calunnie e diffamazioni. Tutto è rivolto a fini sconosciuti che non sono quelli dell’assistenza e tutela dei cittadini. 
Queste sono le ragioni che ci ha spinti ad affidarsi al TAR di Roma. Abbiamo promesso tutela e assistenza a chi ci ha eletti. Abbiamo promesso giustizia ai danneggiati dell’INCA/ CGIL. Manterremmo le nostre promesse anche se non piace a chi non vuole osservare la legge. 
Siamo sicuri che i 98% degli italiani residenti all’ estero che non hanno votato per il rinnovo dei comites ci darebbe ragione.

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Voto referendum: più partecipazione all'estero che a Bolzano

"A fronte di 3.951.447 plichi elettorali inviati dalle Ambasciate e dai Consolati agli italiani residenti all'estero, compresi quelli aggiunti localmente a norma di legge, risultano restituite alle nostre Sedi 782.709 buste, pari al 19,81% di quelle inviate". Lo rende noto la Farnesina, sottolineando che in Europa la percentuale delle buste restituite alle Sedi sul totale di plichi inviati è del 19,4%, in America Meridionale del 21,59%, per l'America Settentrionale e Centrale il dato è al 17,91% mentre nella ripartizione Africa-Asia-Oceania la percentuale è al 16,56%.
La percentuale di partecipazione al voto del 19,81% è superiore a quella, ad esempio, della Provincia di Bolzano che è stata del 17,6%.
Chissà se tutti quelli che vorrebbero togliere il voto ai cittadini italiani residenti all'estero prendendo a pretesto le basse percentuali di partecipazione, adesso si batteranno per non fare più votare i cittadini italiani residenti nella provinci di Bolzano?

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Gli Italiani nel mondo protagonisti di Expo 2015

Gli italiani nel mondo saranno protagonisti di Expo 2015 grazie ad un’iniziativa congiunta di Confagricoltura, UIR (Unione interporti Riuniti e Italiani nel Mondo per Expo 2015, rappresentata dal presidente Gian Luigi Ferretti, anche membro del Comitato di Presidenza del CGIE e Coordinatore europeo del MAIE.
L’iniziativa verrà presentata ufficialmente il 20 maggio, nel corso di una conferenza stampa alla Vigna di Leonardo a Milano, seguita da una cena di gala.
Confagricoltura raggruppa 145.200 imprese agricole assuntrici di manodopera, 22.000 imprese agricole diretto coltivatrici – lavoratori autonomi e 301.000 altre imprese.
UIR (Unione Interporti Riuniti) è l’associazione nazionale che riunisce la totalità degli Interporti italiani.
Italiani nel Mondo per Expo 2015 è nata per volontà di molte associazioni italiane all’estero, rappresentative dei circa 4 milioni di cittadini italiani e dei circa 70 milioni di oriundi italiani nel mondo.
“Per gli Italiani all’estero che vogliano venire a visitare l’Expo” – dichiara Gian Luigi Ferretti – “sono previste una serie di agevolazioni e attività per facilitare il loro viaggio ed il loro soggiorno. Durante tutto il periodo dell’Expo sono previsti eventi e conferenze dedicate agli italiani all’estero”.

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Stop a doppia tassazione Italia-Taiwan da subito

Sen. Malan: “Passo importante nelle relazioni fra i due Paesi”
Il Senatore Lucio Malan, presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Taiwan ha dichiarato:
Dal 1° gennaio di quest’anno è abolita la doppia tassazione nelle relazioni tra Italia e la Repubblica di Cina - Taiwan, che è oggi al diciottesimo posto tra i partner commerciali del nostro Paese. Un risultato molto positivo per aziende e consumatori Italiani, frutto del lavoro di Camera, Senato e Ministero degli Esteri, in collaborazione con le autorità taiwanesi.   
Prima il Senato, nel novembre 2014, e poi la Camera, nell’aprile 2015, hanno approvato – con larghissima maggioranza e con la sola incomprensibile eccezione del M5S – la legge per la esenzione della Doppia Tassazione tra l’Italia e Taiwan. Una norma simile è già in vigore, da anni, in tutti i più importanti Paesi dell’Unione Europea.
Data la mancanza di relazioni diplomatiche fra i due paesi ha richiesto una procedura diversa rispetto agli altri stati. Dunque, anziché un trattato internazionale poi ratificato dai parlamenti di entrambe le parti, si è proceduto con due leggi parallele. Nella Legge n. 62/2015 è stabilito che, per avere essa efficacia a decorrere dal 1° gennaio 2016, anche Taiwan dovesse approvare, entro il 31 dicembre 2015, analoghe norme legislative.
A seguito della comunicazione taiwanese di completamento del loro iter legislativo, nei termini temporali previsti, i competenti uffici del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e del Ministero dell’Economia e Finanze, hanno vagliato e verificato la concordanza del testo legislativo di Taiwan con la Legge italiana, consentendo quindi che la reciproca efficacia decorra dal 1° gennaio 2016.
Ringrazio la Direzione Asia del Ministero degli Esteri che ha lavorato con esemplare professionalità e concretezza per il conseguimento di questo obiettivo finalizzato all’interesse del mondo del lavoro e delle imprese italiane. Nonché la Direzione Generale del Ministero dello Sviluppo Economico che da anni promuove e guida il lavoro del Foro di cooperazione economica bilaterale.
L’abolizione della doppia tassazione darà un positivo impulso all’interscambio Italia-Taiwan, attualmente a 4 miliardi, mettendo le imprese del nostro paese alla pari con le imprese dei nostri principali concorrenti.

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Il terrorista Cesare Battisti arrestato in Brasile ma subito rilasciato

Si ipotizzava trasferimento in Francia
L’ex terrorista italiano è stato arrestato nella cittadina brasiliana di Embu das Artes, nello stato di San Paolo. Battisti è stato poi trasferito nella capitale, presso la sovrintendenza della polizia federale nel distretto di Lapa, dove resterà in attesa della decisione sulla sua detenzione. L’arresto è stato disposto dalle autorità «a compimento di un ordine di detenzione amministrativa per fini di espulsione», emesso la scorsa settimana da un giudice di Brasilia. Il provvedimento è stato possibile per la collaborazione tra il servizio cooperativo internazionale di Polizia (Scip) e la polizia federale brasiliana.
L’ipotesi più accreditata - secondo quanto si apprende - è che Battisti possa essere ora trasferito in Francia. Il 3 marzo scorso una sentenza di una giudice federale di Brasilia aveva stabilito che l’ex terrorista, condannato all’ergastolo in Italia per omicidio, venisse espulso dal Paese sudamericano, che nel 2009 gli aveva concesso lo status di prigioniero politico. Nel suo ultimo giorno di mandato, l’allora presidente Lula aveva respinto la richiesta di estradizione dell’Italia.
Il tribunale federale di San Paolo ha poi accolto la richiesta di scarcerazione del legale dell’ex terrorista. 
Cesare Battisti è nato a Sermoneta, in provincia di Latina, il 18 dicembre 1954. Verso la fine degli anni 70, dopo essere già stato arrestato per oltraggio a pubblico ufficiale e per alcuni furti, entrò a far parte del gruppo Proletari armati per il comunismo (Pac) con cui compì numerose azioni di terrorismo, tra le quali i quattro omicidi per i quali è stato condannato (oltre che per sequestro di persona e per numerose rapine) in contumacia. Arrestato nel 1979, infatti, evase due anni dopo dal carcere di Frosinone per rifugiarsi in Francia.

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L’On. Ricardo Merlo alla guida di 11 deputati

Si costituisce alla Camera la componente Ala-MAIE di 11 deputati ( 7 dei quali provenienti da Forza Italia e 4 dal MAIE) guidata dall’On. Ricardo Merlo.

Ricardo Merlo, figlio di un emigrato italiano, arriva nel 2006 a Roma da Buenos Aires eletto alla Camera per il movimento di Pallaro, contemporaneamente eletto al Senato.
Nel 2008 fonda il MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero) e viene rieletto alla Camera con 50.000 voti di preferenza. Per lo stesso MAIE viene eletta al Senato  Mirella Giai.
Nel 2013 il MAIE elegge 2 deputati, Merlo (con 70.000 preferenze) e Mario Borghese oltre ad un senatore, Claudio Zin.
Alla Camera si costituisce la componente MAIE  di 4 deputati con il passaggio dell’On. Renata Bueno (eletta con la lista USEI) e dell’On. Franco Bruno (eletto con API). Al Senato il Sen. Claudio Zin diventa Vicepresidente del Gruppo Per le Autonomie – MAIE, del quale fanno parte gli ex Presidenti della Repubblica  Ciampi e Napolitano ed i Senatori a vita Piano e Rubbia.

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Il Presidente e gli italiani nel mondo

Durante il suo intervento in Parlamento, il neo eletto Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha anche rivolto un "saluto ai connazionali all'estero", spiegando che l'Italia ha bisogno "di una tenace mobilitazione della comunità nazionale e di ricostruire i legami che tengono insieme la società anche tramite le forze vive della nostra comunità in Italia e all'estero".
Chissà se avrà anche cambiato idea sul voto all'estero che avversò da paròlamentare DC? O se le sue parole sono la solita retorica?
Abbiamo davanto sette anni per capirlo.

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