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Talenti italiani internazionali: Brigitta Rossetti

ANDREA CARTENY - In occasione della personale inaugurata il 28 aprile fino al 17 maggio con il titolo “Effetti personali”, curata da Ivan Quaroni e ospitata presso lo Bipielle Arte di Lodi in collaborazione con Barbara Paci Galleria d’Arte, incontriamo la giovane Brigitta Rossetti, piacentina, poetessa e pittrice, artista poliedrica di proiezione internazionale. Contaminata da esperienze e workshop con artisti di differente provenienza e filosofia – il tedesco Peter Keizer, i cinesi Zhou Brothers, la polacca Anna Konik, la tedesca Asta Gröting – matura all’estero, negli Stati Uniti, un proprio percorso creativo che la porta nel 2012 ad esporre le sue opere alla 33 Contemporary Art Gallery di Chicago, poi a Taiwan, negli spazi della Bluerider Art Gallery di Taipei.Ora presenta 60 opere, dipinti, istallazioni, video, frutto della necessità di espressione autobiografica modulato coniugando il linguaggio della natura con evocazioni culturali.  Scrive di lei Ivan Quaroni. "Quello di Brigitta Rossetti è un approccio che matura a partire da un fatto biografico: il suo studio è collocato all’interno di un ex fienile adattato ad abitazione ed è immerso nella campagna piacentina… Il paesaggio, con la sua infinita varietà di forme, fornisce quindi un perimetro naturale alle sue riflessioni estetiche. Ciò che vede ogni giorno non influenza solo la sua percezione della realtà, ma irrompe prepotentemente anche nel suo modo di lavorare, tramite l’utilizzo di materiali organici, manufatti di recupero e oggetti d’uso domestico… La ricerca di Brigitta Rossetti nasce, infatti, all’incrocio tra la dimensione prosaica del quotidiano, fatta di gesti, abitudini (e anche strumenti) semplici, e la prospettiva, insieme lirica e titanica, di una ricostruzione dei valori fondamentali dell’uomo, nella cornice di una società che sembra, invece, procedere speditamente in una direzione contraria all’ordine naturale.” Più in particolare, della sua opera Crossing,
Le rivolgiamo alcune domande:

D - Una giovane artista capace di proiettare la propria cultura più profonda, legata alla terra e alla natura, attraverso l’impiego di materiali e oggetti della quotidianità lancia con la propria arte un messaggio intimo e personale: in qual modo un’artista contemporanea riesce a conciliare l’eredità di semplici modalità di vita con la complessità tecnologica del mondo odierno? 
R - Attraverso le mie opere, cerco di indagare i complessi rapporti di corrispondenza tra l’uomo e l’ambiente. Rapporti che, per inciso, sembrano aver raggiunto una pericolosa condizione di degrado e squilibrio. Di me e del mio lavoro “Crossing”, Ivan Quaroni ha sottolineato come sia l’immagine più eloquente dello stato di squilibrio della civiltà contemporanea. Si tratta di un’installazione composta di due elementi, una scultura da parete, realizzata con tubi di cartone destinati alla discarica e la proiezione di un video girato per le strade di Taiwan. L’organo, un rimando alla tradizione della musica sacra, da un lato richiama l’insieme dei suoni che accompagnano la preghiera e la contemplazione, dall’altro evoca il ricordo ancestrale di una vita scandita da tempi lenti." È il silenzio degli spazi in cui lavoro in mezzo alla campagna che rimanda ad antiche abitudini come i racconti serali, le preghiere attorno a un sacello, le benedizioni alla terra, al sole, alla pioggia, memorie che m’inducono ad aggiungere nelle opere materiali naturali, fiori, foglie, tronchi, farfalle ed altri elementi organici.

D - Nel suo percorso artistico risultano di grande impatto emozionale non solo la pittura ma anche le sculture e le istallazioni che elaborano elementi naturali e culturali.. 'Proprio la pittura, sovente contaminata con la scultura e con l’installazione, secondo una prospettiva di estensione del suo potenziale espressivo nell’ambito tridimensionale - e in un certo senso “abitabile” dell’environment - costituisce il filo conduttore della ricerca dell’artista.('Ivan Quaroni ) dove natura e cultura coesistano in uno spazio senza delimitazioni. È possibile secondo lei esprimere nell’arte di oggi una reale sintesi della dualità natura/cultura?
R - Protagonisti  della mostra sono gli 'oggetti' in stretta simbiosi con l ' arte, oggetti dimenticati e inutili, trovati per caso, oggetti della memoria, oggetti culturali, reinventati, di cui non potevo fare a meno , che perdono qui  la loro fisionomia e funzione originaria, intendo appunto Effetti  Personali.
Mi riferisco a libri dell'infanzia, vecchi quotidiani, setacci, vecchie bilance, ampolle di vetro, scale, vecchie pagine antiche, rami degli alberi caduti, terra e foglie. Ora la tela si fa Campo Arato, posta alla fine di una stradina di terra dove seguono vecchi aratri manuali, ora setacci bucati e in disuso diventano pianeti dipinti con acrilico sulla rete metallica nell’installazione Avanti, sempre dritto, gira a destra, e pagine di libri vecchi, assemblate diventano il tetto di una palafitta in  La casetta del poeta....

D - Lei che è ormai affermata non solo in Italia ma a livello internazionale, quanto si porta dietro della sua cultura di origine e come percepisce l’accoglienza della sua italianità, come “italiano nel mondo”, nelle culture americane o asiatiche?
R - Diciamo che mi sto affermando gradualmente ora  sia in Italia, collaboro con la Galleria Barbara Paci di Pietrasanta sia all' estero soprattutto in Asia con la Galleria Bluerider Art di Taiwan.  All' estero l' italiano trova terreno fertile per dare spazio alla creatività e realizzare progetti anche con un sostegno economico. Si da fiducia a professionalità e ovviamente si chiede molto  in ambito di lavoro. Lo scambio è pari ed incoraggiante.  Sto facendo attualmente la fiera Formosa Art Show in Asia e lo scorso anno ho partecipato a 10 fiere tra cui la fiera di Shanghai ed Art Korea.

D - La personale di Lodi sta riscuotendo successo di visite e di critica: a quando gli “effetti personali” di Brigitta Rossetti torneranno all’estero?
R - Alcuni Effetti Personali  resteranno in Italia nel fienile in cui lavoro, nel mio spazio espositivo, alcune opere saranno invece esposte  nella galleria Barbara Paci di Pietrasanta e prenderanno parte alla Fiera di Istambul nel 2015.

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