La Crimea e gli italiani

E così la Crimea ha scelto di stare con la Russia al canto di "Piccola Katy" di Riccardo Fogli. D'altronde quasi tutti gli abitanti parlano russo, si sentono russi, hanno usi e tradizioni russe. Compresa la piccola comunità italiana tra le 300 e le 500 persone, discendenti di emigrati che arrivarono nella penisola alla fine dell'Ottocento e furono poi vittime delle deportazioni ordinate da Stalin che li decimò. Fu un episodio orribile della Storia che viene ricordato come "L'olocausto sconosciuto degli Italiani in Crimea".
Anche se in questi giorno, scoperti dai media italiani, fanno dichiarazioni molto caute per paura di essere coinvolti ancora una volta ...(GUARDA)

Nell'estate 1853 lo zar Nicola I invade i principati danubiani di Moldavia e Valacchia, posti sotto la sovranità dell'Impero ottomano; pochi mesi dopo la Turchia, sostenuta da Gran Bretagna e Francia, dichiara guerra alla Russia. Gli anglo-francesi cingono d'assedio la fortezza di Sebastopoli in Crimea, principale porto russo sul Mar Nero. Londra e Parigi cercano di coinvolgere nella loro alleanza antirussa anche l'Austria, che però non si schiera. È invece il Piemonte sabaudo ad accettare di intervenire nella guerra. Nel maggio 1855 il primo ministro Cavour manda in Crimea un corpo di spedizione di 15 mila uomini al comando di Alfonso La Marmora, che prendono parte alla battaglia del fiume Cernaia (agosto 1855), distinguendosi per coraggio e preparazione militare. In settembre, dopo la caduta di Sebastopoli, il nuovo zar Alessandro II firma l'armistizio. Al Congresso di pace di Parigi, Cavour, grazie alla partecipazione piemontese alla guerra, può quindi sollevare la questione dell'unità e dell'indipendenza italiana. Dai contatti avuti con le cancellerie di Francia e Gran Bretagna, Cavour percepisce che un mutamento in Italia su iniziativa del Piemonte è fattibile, con l'appoggio delle due maggiori potenze occidentali e soprattutto di Napoleone III.

Fu in Crimea che il giovane capitano Giuseppe Garibaldi, che andava a caricare grano, incontrò Giovanni Battista Cuneo che gli illustrò le idee mazziniane e lo iscrisse ala Giovine Italia.

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