Gio07182019

Last updateMar, 16 Apr 2019 12pm

Argentina

Pay for citizenship: il nuovo sistema di riconoscimento della cittadinanza del Governo Renzi

MARIANO GAZZOLA * - Devo confessarlo: preferivo il silenzio alle assurde dichiarazioni di alcuni parlamentari eletti all’estero della maggioranza, che cercano di giustificare l’emendamento del Sen. Tonini al decreto Irpef,  che introduce una tassazione sulle richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana.
Il silenzio sarebbe stato almeno la prova del loro imbarazzo di fronte a una scellerata proposta, che non è altro che la negazione di un diritto.
Invece le recenti dichiarazioni di questi parlamentari sono la prova tangibile della loro ipocrisia.
Si conferma una volta di più quel che il MAIE sostiene da tempo: i parlamentari eletti all’estero dei partiti “romani” sono costretti a obbedire agli ordini delle segreterie; perciò debbono ricorrere a sempre più titaniche capriole intellettuali per giustificare le scelte dei loro partiti e, nel caso specifico, del Governo Renzi nei confronti degli italiani nel mondo.
Secondo alcuni di questi parlamentari opporsi a una tassa di 300 euro per vedersi riconosciuto un diritto è un atto di demagogia.
Ma invece un provvedimento che elargisce 80 euro a 10 milioni di persone, poco prima delle elezioni,  non lo è!
Quando siamo d’accordo con una decisione del Governo (come lo siamo stati nel caso del bonus IRPEF ) siamo democratici, ma quando lo critichiamo allora siamo demagogici.
Strana la concezione della demagogia che hanno questi parlamentari!
 Ma non finisce qui.
Definiscono  “contributo”  una somma di denaro che in tanti paesi di residenza della nostra comunità rappresenta l’intero stipendio di un operario!
Viene definita “tassa per il trattamento della domanda di riconoscimento” ciò che in realtà altro non è che una sostanziale modifica alla legge di cittadinanza, in quanto il principio di trasmissione della cittadinanza iuris sanguinis viene eliminato – o comunque circoscritto - da un balzello di 300 euro.
Migliaia di cittadini (va ricordato che la legge dice che si è cittadini dalla nascita) che aspettano da anni il riconoscimento del proprio status civitatis, non solo ora dovranno dimostrare la propria discendenza italiana, ma dovranno poter anche dimostrare che le loro risorse economiche sono tali da potersi permettere di  pagare 300 euro per iniziare la pratica. 
E se poi si tratta di più persone della stessa famiglia che chiedono la cittadinanza (ad es. il figlio e il nipote di un emigrato), la tassa si raddoppia?( 300 per il figlio e 300 il padre?)
Non è dato saperlo, perché i nostri parlamentari si sono dimenticati di chiarirlo.
È vero quanto dice uno dei due parlamentari: è un provvedimento destinato all’azzeramento delle pesanti liste di attesa accumulatesi in America Latina (soprattutto in Brasile). Certo!
Gran parte delle persone che sono in attesa non potranno permettersi di pagare i 300 euro, e rinunceranno al loro diritto.
Una propria e vera soluzione finale. E meno male che la proposta viene da un partito dell’area progressista e giustificata da un deputato “residente” in Brasile!!
Fa quasi tenerezza leggere tra che i 300 euro “ saranno funzionali a dare un miglior servizio agli italiani all’estero”… Mentre si continuano a chiudere i Consolati e le Ambasciate?
E come, poi? Se l’emendamento – lo ho letto centinaia di volte, sperando mi sia sfuggito - non prevede che il ricavato venga destinato alle strutture consolari che dovrebbero riceverlo.
Uno dei due parlamentari in causa, resosi conto di questo problema, lo ammette quando esplicitamente parla di un “nesso virtuoso” e “non vizioso” tra “la presenza all’estero delle nostre comunità e l’aumento di risorse da destinare” (magari intende “da destinare in un futuro remoto, e quando ci sarà un altro governo”) “ai servizi consolari”.
Ci  sembra di capire che in questo caso  la “virtù” non si trovi più nel giusto mezzo tra gli estremi, come ci hanno insegnato, ma nel portafoglio di chi ha almeno 300 euro!
Finalmente abbiamo scoperto a cosa serve il Comitato sugli Italiani nel Mondo e la Promozione del Sistema Paese: a superare Aristotele!
*Consigliere CGIE - MAIE Argentina

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Italia e L'ITALIANO protagonisti della movida culturale di Buenos Aires

Marcelo Bomrad-Casanova - Negli ultimi mesi di quest´anno la città di Buenos Aires sembra aver accelerato bruscamente la già nutrita offerta di eventi culturali che la caratterizzano. Quella degli eventi culturali é una attività che fa parte da sempre della vita quotidiana della metropoli sudamericana. 

Mai come quest´anno l´Italia ha avuto un ruolo da protagonista nell´ambito degli stessi. Nel passato mese di giugno é stato realizzato, grazie ad una interessante sinergia tra le massime istituzioni ufficiali italiane locali ed il ministero della cultura del governo della cittá, il Verano Italiano (Estate italiana). Trenta giorni di cinema, teatro, arte e cultura del nostro paese messi a disposizioni della popolazione. Che ha risposto con affetto ed un alto livello di partecipazione. Un grande successo. Il Verano Italiano ha regalato inoltre una grande sorpresa. Per la prima volta é stata realizzata la Settimana della cucina italiana organizzata dal nostro direttore Tullio Zembo  e dal giornalista enogastronomico Pietro Sorba con il patrocinio  con il patrocinio ufficiale della nostra Ambasciata, del Consolato Generale e del ministero della cultura del governo della città di Buenos Aires. I risultati? Straordinari. La nostra gastronomia é una grande calamita capace di catturare in modo trasversale l´interesse del pubblico. E così é stato grazie ad un programma di attivitá pragmatico e ben assortito. 

Nei giorni scorsi (dal 28/9 al 4/10) é stata presentata e realizzata la Settimana dei bodegones porteños. I bodegones sono i ristoranti tipici della città. Antichi, infarciti di mistica e cattedrali della tradizionale cucina porteña (porteña significa di Buenos Aires), l´insieme di ricette nate da un esempio unico di fusione gastronomica ante litteram, iniziata più di centoventi anni fa con l´arrivo degli emigranti. Il menú tipico dei bodegones porteños riunisce i sapori di alcune cucine regionali italiane, spagnole ed in piccola parte di quelle tedesche. Ed i sapori italiani giocano un ruolo fondamentale in questo ricettario lontano dodicimila chilometri dalla madre patria. 

Anche in questo caso il successo é stato straordinario. L´evento é stato organizzato ancora una volta da Pietro Sorba che ha siglato un accordo sinergico con L´ITALIANO finalizzato alla promozione dell´evento. Quasi un milioni di utenti web sono entrati nel link che L´ITALIANO ha messo a disposizione del pubblico per far conoscere i bodegones partecipanti ed i loro rispettivi menú. 

Oggi, domenica 8 di ottobre, una altra festa con l´Italia protagonista: Buenos Aires celebra Italia. La città rende il suo omaggio alla collettività italiana mettendo a disposizione la tradizionale Avenida de Mayo dove saranno presenti decine di stands che offriranno specialità alimentari, oggetti ricordi ed altri elementi che testimonieranno l´italianità presente nel DNA argentino. L´ITALIANO è presente con un suo stand per far ricordare il suo prezioso ed insostituibile ruolo nella diffusione dei valori culturali italiani nel paese.  

 

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Tullio Zembo: Siamo al punto cruciale e con l´appoggio della nostra Comunità possiamo vincere la causa per il pagamento in Euro delle pensioni italiane

José Mantovano - La Class Action che ha nel direttore de L´ITALIANO il primus motor, approda all´ultima istanza della Giustizia argentina

L´azione giudiziaria
Molto si é parlato dell´Amparo  a proposito sia della statua di Colombo come delle pensioni in Euro. Molti hanno  presentato Amparo. Colombo oggi non si tocca perché un giudice ha concesso un Amparo (in italiano "protezione") mentre poi si discuterá la questione di fondo. Cosi é stato anche per le pensioni, qualche avvocato ha presentato un amparo per un pensionato chiedendo al Giudice, che in attesa di un pronunciamento definitivo sulla questione di fondo, si consentisse a quel pensionato e a lui solo (l´amparo si occupa di diritti individuali ) di continuare a percepire la pensione in euro.
Con un " amparo" dunque non si risolve la questione nè di fondo nè di tutti i pensionati, ma si procrastina per un tempo limitato la situazione di una singola persona.
Immaginare poi che ogni singolo pensionato debba "scendere in  campo"  per difendere il proprio diritto a percepire la sua pensione in Eurto é impensabile. Primo per il costo/beneficio, secondo per la uniformitá di infinite richieste (demandas), terzo per eventuali contraddizioni che potrebbero sorgere da giudice a giudice in risposta a processi impostati da centinaia di avvocati diversi.
Restava dunque un altra sola via che è la via della Class Action. La class aciton adesso anche nel nostro ordinamento giuridico permette, per questioni che concernono grande quantitá di interessati / danneggiati  e per "piccole" somme, di iniziare una sola  azione,
solo attraverso organizzazioni di difesa dei consumatori, con un caso esemplare in modo che le decisioni del giudice possano  poi essere immediatamente esecutive nei confronti di tutti coloro che si trovino nelle stesse condizioni giuridiche.
Dunque una " Class Action", se positiva, ha effetto erga omnes, cioé per tutti i pensionati Inps e senza costi alcuni.
Nella malaugurata eventualità che l´esito fosse negativo, la sentenza non avrebbe comunque alcun effetto patrimoniale per nessuno dei pensionati, cioé nessun costo.
 Questa via,  della azione di classe  è quella intrapresa, con serietà e senza sbandieranti, da Tullio Zembo che, oltre ad essere direttore de L´ITALIANO, è rappresentante dell´associazione di consumatori ADUSBEF in Argentina.
Da anni Zembo, assieme all´Avv. Matias Luchisky, esperto in diritto dei consumatori, ha  iniziato azioni legali contro la insopportabile decisione di liquidare le pensioni Inps obbligatoriamente in Pesos con relativa drastica decurtazione del potere d´acquisto.
E´ una lotta improba quella nei tribunali contro le grandi banche ed è lunga, estenuante. E poco gratificante.
Dopo due sentenze, si è arrivati ora all´ultimo grado di giudizio, quello del Ricorso Straordinario. Qui si gioca il tutto per tutto ed è l´ultima occasione perché venga riconosciuto il diritto violato dei pensionati.
 
La situazione attuale
L´Inps versa milioni di euro alle banche. Banche al plurale perché, ignorando bellamente il divieto di subappalto, la banca vincitrice dell´appalto fa accordi con altre banche, così che si struttura una filiera di intermediari fra l´Inps ed il pensionato.
Le banche, dicevamo, ricevono milioni di Euro (moneta forte), li mettono in cassaforte e poi pagano in Pesos (moneta tutt´altro che forte).
In questo modo le banche si arricchiscono ed i pensionati si impoveriscono.
"Ci obbliga il Governo argentino  a tenerci gli Euro ed a pagare in Pesos" dicono le banche.
Intanto, ammesso e non concesso che  che sia giustificato  "ritenere"  gli euro sacrosanti dei nostri pensionati, almeno si dovrebbero limitare i danni obbligando la banca pagatrice ad attuare nei loro confronti il cambio d´acquisto, ben più favorevole di quello di vendita.
Ma la Class Action di Zembo & C. mira al pagamento delle pensioni in bigliettino Euro. Si ritiene infatti che un decreto governativo (quello della "pesificazione" non possa andare contro l´accordo bilaterale italo-argentino. E´ una questione di gerarchia sul piano costituzionale.
Se la causa sarà vinta, verrebbero restituite a ciascun pensionato tutte le somme a loro praticamente sottratte nel corso di anni di cambio valutario forzato ed ingiustificato e si pagherebbe loro le pensioni in Euro senza costi alcuni nè parcelle professionali da pagare.
 
Il supporto della Comunità italiana
Questa battaglia, questa vera e propria guerra, è stata finora condotta in silenzio, senza proclami pubblicitari, mirando esclusivamente a raggiungere l´obiettivo.
"Ora però siamo arrivati alla fase cruciale, nella quale c´è bisogno del massimo sostegno da parte di tutta la comunità italiana"- dice Tullio Zembo - "E´ ora che federazioni, associazioni, enti e patronati ci diano una mano presentandosi alla Corte come "Amicus Curiae" per affermare che i nostri pensionati hanno ragione".
Ritorneremo sull´argomento e daremo indicazioni su come procedere in questo senso legalmente e correttamente.

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