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Last updateMar, 14 Nov 2017 3am

Argentina

Oltre 10mila partecipanti alla chiusura della Settimana della Cucina Italiana

PIETRO SORBA - Il passato sabato 3 di settembre Buenos Aires ha dimostrato ancora una volta di avere una pelle italiana. Molto italiana. Lo scenario è stato quello dell’ Usina del Arte del della Boca, quartiere che fu approdo di decina di migliaia di connazionali che arrivarono nella capitale argentina spinti dal fortissimo desidero di trovare nuove prospettive di vita. L’ Usina (centrale elettrica) è un imponente edificio costruito nel 1914 dall’ architetto italiano Giovanni Chiogna per conto della Compañia Italo Argentina de Electricidad. Tre anni fa la struttura è stata trasformata in un bellissimo spazio museale ed oggi riceve eventi come quello realizzato sabato scorso: la giornata di chiusura della IV edizione della Settimana della Cucina Italiana di Buenos Aires. Il programma è stato particolarmente saporito. La giornata è iniziata alle ore 12 e si è conclusa alle ore 18, con due ore di anticipo rispetto al programma prefissato che prevedeva la chiusura alle ore 20. Perchè? L’ enorme affluenza di pubblico ha esaurito tutte le specialità gastronomiche disponibili. Anche il più inguaribile ottimista non poteva immaginare che sarebbero arrivate circa ottomila persone. Un pubblico entusiasta e felice che ha preso d’ assalto la manifestazione. In ogni caso l’ organizzazione ha retto molto bene l’onda d’ urto umana. I numeri parlano chiaro. Oltre 6.000 aperitivi, 4.800 porzioni di pizza margherita, 500 porzioni di focaccia al formaggio di Recco, 3.000 caffè e 2.500 piccole degustazioni di pasta secca italiana, olio evo e aceto balsamico sono  state servite gratuitamente. 600 porzioni di street food italiano (panino con porchetta e arancini), olio al peperoncino ed al tartufo, peperoncini sott’ olio, mozzarelle fiordilatte, friselle, cannoli, sfogliatelle, taralli, pasticciotti e struffoli sono stati venduti al pubblico dagli espositori. Una gran kermesse dove non sono mancati il cinema e la musica (anche questi offerti gratuitamente) vissuti con passione dalla gente nelle stupende sale del complesso. Questa giornata conclusiva è stato l’epilogo perfetto di una settimana nella quale i sapori italiani sono stati grandi protagonisti della scena gastronomica cittadina. La Settimana della Cucina Italiana di Buenos Aires era inziata il 29 di agosto. Alla stessa hanno partecipato 23 ristoranti selezionati che hanno offerto due menù speciali venduti a 11.50 e 20.50 euro. Si è reso omaggio alla tradizione della bagna cauda con un pranzo (ovviamente a base di bagna cauda) realizzato presso l ‘ Unione Ossolana di Buenos Aires al quale hanno partecipato 220 persone. Sono state realizzate lezioni di cucina regionale italiana (romana e pugliese) e sono stati accesi i riflettori sulla cucina della Basilicata e sulle sue eccellenze gastronomiche. Due cuochi lucani (Giovanni Battista Gustamacchia e Vito Amato) sono arrivati direttamente dall’ Italia per far conoscere i lampascioni, le melanzane di Rotonda, l’ olio evo lucano, i derivati (olio e crema) dei tartufi lucani, le paste secche artigianali (strascinati, lagane e fusilli), i peperoni cruschi di Senise, le arance staccie, le olive majatiche di Ferrandina ed i taralli. Prodotti eccezionali usati in due serate gastronomiche, che hanno registrato il tutto esaurito, realizzate nel ristorante Bella Italia. Ma non è tutto. I prodotti della Basilicata sono anche stati oggetto di un importante workshop. Cuochi e prodotti lucani si sono incontrati con i vertici dell’ azienda Geson S.A, la piú importante azienda argentina dedicata all’ importazione edistribuzione di prodotti gourmet con piú di 2500 clienti sul territorio. Senza ombra di dubbio la Settimana della Cucina Italiana di Buenos Aires si è trasformata nella vetrina gastronomica italiana piú importante dell’ Argentina. Arrivederci al prossimo anno.

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Clamoroso successo della Semana de la Cocina Italiana

Ristoranti pieni e oltre 10.000 visitatori hanno preso d’assalto l’Usina del Arte
Gli organizzatori, il noto enogastronomo Pietro Sorba ed il direttore de L’ITALIANO Tullio Zembo, possono ben essere orgogliosi della quarta edizione della Semana de la Cocina Italiana.
I ristoratori che hanno partecipato con menu promozionali da 195 e/o 350 pesos rapportano
locali pieni, code, prenotazioni purtroppo rifiutate.
L’apoteosi è stato il finale sabato 3 in un’Usina del Arte presa d’assedio da oltre 10.000 persone.
I pizzaioli dell’APPYCE (Asociación de proprietaries de pizzerias y casas de empanadas) hanno sfornato in continuazione migliaia di pizze che hanno offerto gratuitamente, CINZANO ha offerto migliaia di aperitivi elaborati con Aperol, Cynar, Campari e Cinzano, COLAVITA ha fatto degustare  le sue paste secche italiane, il sio aceto balsamico ad il suo autentico olio extra vergine di oliva, MOZZARELLA MOZZARÍ ha elaborato vista l’autentica mozzarella fiordilatte italiana, PANADERÍA LA POMPEYA presenta a prezzi promozionali le specialità di questa antica panetteria della città: friselle, taralli ed altre specialità del Sud Italia, PUNTOCUC PRODUCTOS GOURMET ITALIANOS , la prestigiosa ditta specializzata in alimenti gourmety, ha presentato la sua linea di prodotti tipici italiani e ispirati alla gastronomia italiana, STREET FOOD ITALIANO con Carlo Contini che ha presentato le sue specialità italiane di strada, fra le quali la porchetta. E poi c’erano altri stand fra i quali quello dell’ACCADEMIA DEL PEPERONCINO e dei libri di cucina di Pietro Sorba.
Un pubblico molto numeroso ha assistito alle proiezione dei documentario QUANDO L’ITALIA MANGIAV IN BIANCO E NERO di Andrea Gropplero di Troppenburg e del film LA CENA di Ettore Scola.
Sale piene per i concerti dal vivo di Paola Frondizi e  Brian Chambouleyron.

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Ho assistito all'insediamento del Presidente Macri

TULLIO ZEMBO - Una delle giornate più emozionanti della mia vita. Ho avuto il piacere e l’onore di essere stato invitato all’insediamento del Presidente eletto in rappresentanza del quotidiano L’ITALIANO.
L’ho visto arrivare al Congresso assieme alla bellissima moglie Juliana Awada ed alla figlia Antonia, fra due ali di folla, scortato da 300 Granaderos.
L’ho sentito pronunciare la formula del giuramento: “Io, Maurizio Macri, giuro per Dio nostro signore ed i santi Vangeli di compiere il mio dovere con onestà e patriottismo, di fare osservare con fedeltà la Costituzione della Nazione Argentina”. Poi un bacio alla sua Vice, Gabriela Michetti, prima del discorso di insediamento di 27 minuti. I concetti più forti sono stati: la lotta alla corruzione con la promessa di tolleranza zero: “Sarò implacabile con i miei e con gli altri”; una giustizia davvero indipendente: “Non ci saranno giudici macristi” (l’italiano titolare della Corte Suprema di Giustizia, Ricardo Lorenzetti, annuiva);  lotta senza quartiere al narcotraffico: “Ci sono giovani che ammazzano e muoiono senza sapere perché”.
Poi via verso la Casa Rosada, dove Macri ha ricevuto i simboli del potere (la fascia biancoazzurra ed il bastone di comando) dalle mani del Presidente del Senato, Federico Pinedo. Erano 250 gli invitati nella Sala Bianca, dove la cerimonia ha avuto luogo: ex Presidenti, delegazioni straniere, governatori, membri del nuovo Gabinetto, giudici della Corte Suprema. E c'ero anch'io, sempre più emozionato, sempre più orgoglioso.
Una folla di migliaia e migliaia di argentini lo hanno applaudito quando è apparso a quel balcone famoso per i discorsi di Peron. Hanno applaudito il primo presidente, appunto dopo Peron, nè peronista nè antiperonista.
La "presidenta" Cristina è stata la grande assente. Per uno di quei capricci che l'hanno resa famosa aveva deciso di rompere ogni tradizione pur di non assiostere al trionfo del suo avversario. Ma ormai è una vicenda che appartiene al passato, alla gente interessa vedere come si muoverà il nuovo Presidente a partire da domani.

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Quarta edizione del Premio L’Italiano: orgoglio dell’italianità e tanta commozione

GIAN LUIGI FERRETTI - Mi ha fatto uno starno effetto colloquiare in italiano con la massima carica della Repubblica Argentina e con il Sindaco di Vicente Lopez.
La prima era Gabriela Michetti, Vice Presidente dell’Argentina che il giorno della premiazione era in realtà Presidente in quanto Mauricio Macri era in viaggio fuori dal Paese. Con lei abbiamo parlato dell’invito del Sindaco di Macerata Romano Carancini a visitare la città di provenienza  di suo nonno in occasione della stagione lirica nel famoso Sferisterio, uno dei maggiori teatri lirici d’Europa, nell’estate del prossimo anno.
Infatti, quando, a sorpresa, è stato proiettato il video con i saluti del primo cittadino, lei, che capisce perfettamente l’italiano e lo parla anche un po’, si è molto commossa e lo ha dichiarato nel suo discorso di ringraziamento. Ha detto che aspetta con ansia la lettera ufficiale d’invito da parte del Sindaco.
L’ho anche informata dell’arrivo – tramite Marco Riberi del quotidiano online Cronache Maceratesi - di alcune lettere inviate da maceratesi che dimostrerebbero la loro parentela con lei. Visibilmente molto interessata, mi ha chiesto di fargliele avere subito così come sono, in italiano.
L’altro era Jorge Macri, cugino primo del Presidente Macri e figlio di Tonino Macri, il compianto Vice Segretario del CGIE.
Gli ho ricordati che ci eravamo incontrati nel 2003, l’anno dopo la morte del papà, a Roma quando, proprio a suo nome,  sull’Altare della Patria ritirò il Premio Italiani nel Mondo dalle mani del Ministro Mirko Tremaglia.
Mi ha confermato come anche in famiglia Tonino parlasse molto del suo impegno nella lotta per il voto all’estero e del suo grande amore per la comunità italiana.
Il Premio L’Italiano, alla sua quarta edizione, è stato l’evento attorno al quale si è sviluppata la Settimana de L’Italiano a Buenos Aires che prevedeva anche l’attesissima Settimana della Cucina Italiana organizzata da Pietro Sorba e Tullio Zembo con la Notte della Cucina Lucana curata dagli  chef venuti dalla Regione Basilicata Vito Amato e Giovanni Battista Guastamacchia,  la conferenza delle professoresse Donatella Strangio di Sapienza e Rosa Tomborrino del Politecnico di Torino ed il concerto di pianoforte del Maestro Alessandro Vena.
Stupore ed ammirazione sono stati espressi dall’On. Ricardo Merlo, presidente del MAIE, che ha partecipato per la prima volta ed ha dichiarato: “Questa è la via maestra per la valorizzazione dell’italianità nell’ambito del concetto di comunità italiana allargato agli argentini di terza e quarta generazione che, pur essendo arrivati ai vertici della società, rivendicano con orgoglio le loro radici”.
Vecchi amici del Premio, come il Sen. Claudio Zin, presente a tutte le edizioni e premiato lui stesso lo scorso anno, hanno rimarcato come l’evento si sia affermato come evento clou nel panorama argentino.
In effetti anche noi organizzatori (oltre a me Tullio Zembo, Arturo Curatola e Marcelo Bomrad), siamo piacevolmente sorpresi nel constatare come ormai ci sia una specie di corsa ad ottenere il riconoscimento da parte di grandi personalità che, quando preparavamo la prima edizione, neppure sognavamo di potere contattare. Sì, si può affermare che il Premio L’Italiano sia diventato una specie di Nobel per l’italianità.
Entusiasta Teresa Castaldo, Ambasciatore d’Italia, che ha sempre creduto ed appoggiato l’iniziativa fin dall’inizio perché – per dirla con le parole del Console Generale di Buenos Aires, Riccardo Smimmo, che, essendo arrivato recentemente, era alla sua prima esperienza – “iniziative come questa, emotivamente coinvolgenti per tutti,  sono la vera chiave di volta per acquisire alla ‘nostra causa’ tanti eminenti personaggi di origini italiane”.
Oltre a Gabriela Michetti e Jorge Macri è stato premiato un altro esponente del governo, il Ministro della Cultura Pablo Avelluto. Ma lo è stato anche un eminente esponente del peronismo attualmente all’opposizione, Julio Barbaro.
E poi il famoso Pubblico Ministero José Maria Campagnoli, Jorge Rizzo, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Buenos Aires, Juan Carlos Sacco, Segretario dell’Unione Industriale Argentina, Alberto Felix Crescenti, Direttore del SAME (Sistema de Atención Médica de Emergencias), Maria Cristina Galoppo, Direttrice dell’ospedale pediatrico Hospital Gutiérrez, Juan Carlos Parodi, chirurgo cardiovascolare, che ha ideato sistemi che hanno ridotto fino al 50% il rischio di morte per alcune patologie.
In ultimo mi piace soffermarmi, per ragioni diverse, su due dei premiati.
Il primo è Franco Rinaldi, un esserino umano di massimo 20 chili, alto un metro che si muove su una minuscola carrozzina. Affetto dalla nascita da osteogenesi imperfetta, ha ossa fragilissime, “di cristallo” ed ha subito innumerevoli operazioni. La sua è davvero una dura lotta per sopravvivere, figuriamoci la lotta per affermarsi nella vita. Però, malgrado tutto e tutti, è riuscito ad affermarsi come politologo escrittore ed è membro dell’ Auditoría General de la Nación (la Corte dei Conti argentina). Una mente eccelsa in un corpo infelice, come traspare da due occhi grandi, penetranti, intensi.
Il secondo è Claudio Savoia, un grande giornalista, redattore del Clarin, il più importante quotidiano argentino. Non so come spiegare il mio orgoglio nel sentirmi chiamare pubblicamente “illustre collega” da lui e sentirlo definire L’Italiano, che ho fondato e di cui sono l’editore, “un importantissimo quotidiano che svolge una funzione essenziale nel panorama della comunicazione argentina”. Perdonatemi, ma sto ancora volando,
D’altronde un aspetto che colpisce particolarmente che presenzia per la prima volta è la grande emotività che si respira nel corso della cerimonia.
Ognuno dei premiati ha trasmesso e condiviso la commozione del ricordo dei nonni e dei loro racconti di una terra lontana a forma di stivale dove avevano lasciato un pezzo di cuore. E ognuno di loro ha manifestato l’orgoglio del comune senso di appartenenza e dei valori ricevuti in eredità.

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Conferenza del Comites di Buenos Aires "I giovani digitali nel web"

ANTONIO MORELLO * – Il primo dicembre la Commissione Scienza e Tecnologia del Com.It.Es di Buenos Aires, da me presieduta, ha realizzato una conferenza dal titolo “I giovani digitali nel web” in collaborazione con la Dirección Nacional de Proteccion de Datos Personale, progetto “Con vos en la Web” del Ministerio de Justicia de la Nacion, rappresentati dal Lic. Ezequiel Passeron e dal Lic. Marco Villan.
I temi trattati sono stati: La famiglia nell’era digitale; Visualizzazione delle immagini (Sexting); Discriminazioni web (Ciberbullismo); Molestie web (Grooming); Identità digitale.
Hanno manifestato grande interesse le massime autorità italiane in Argentina. Erano presenti: Martin Lorenzini, Capo Ufficio Sociale e Coordinamento Consolare dell’Ambasciata d’Italia in Argentina; Maria Mazza, Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura; Riccardo Smimmo, Console Generale d’Italia a Buenos Aires; Vittorio Dragonetti,  Dirigente Scolastico presso l’Ambasciata d’Italia e coordinatore di tutte le scuole italiane (primarie e seciondarie); Verónica Morello, rrappresentante dell’ ENIT (organismo ufficiale italiano per il turismo); Dario Signorini, Presidente del Com. It. Es. di Buenos Aires.
C’erano inoltre rappresentanti di varie istituzioni: Jose Luis De Lorenzo, Jose Bianco, Liliana Brusca, Karin Orlandi, Mario Milano, Jorge Converso ed altre importanti personalità della nostra collettività.
Gradita la presenza del cantante italiano Gianni Nazzaro accompagnto da Silvana Dilorenzo, cantante argentina d’origine italiana.
L’obiettivo principale di questa prima conferenza era fare prendere coscienza dei benefici e delle criticità dell’uso di internet e delle reti sociali e segnalare i pericoli e orientare le soluzioni. Obiettivo raggiunto ampiamente, come anche sottolineato dalle autorità presenti.
Un profondo ringraziamento a tutti i presenti e specialmente all’Ambasciatrice Teresa Castaldo che, non potendo partecipare personalmente a causa della sua agenda piena di impegni, si è fatta rappresentare dal Consigliere Martin Lorenzini.
Grazie anche a Maria Mazza, direttrice dell’Istitutro Italiano di Cultura, sempre così ben disposta a collaborare alle attività della bostra collettività.
Voglio inoltre ringraziare José Conde e Josè Bianco per i reportaggi radio. Ed un grazie particolare a Gian Luigi Ferretti ed al quotidiano “L’Italiano” che è stato l’unico organo di stampa a diffondere la conferenza. (Antonio Morello* – L’Italiano /Inform)
* Presidente della Commissione Scienza e Tecnologia del Comites di Buenos Aires

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Premio L’Italiano, ecco i nominativi

Il Comitato del Premio L’Italiano, presieduto dal Cav. Gian Luigi Ferretti, ha reso noti i nominativi di coloro che riceveranno il prestigioso riconoscimento mercoledì 31 agosto alla presenza dell’Ambasciatore Teresa Castaldo e del Console Generale Riccardo Smimmo.

Premio all’Eccellenza dell’Italianità:
Assegnato a  personalità argentine di origine italiana ai vertici della società argentina che hanno conservato gelosamente ed orgogliosamente la loro italianità:
•  Gabriela Michetti, Vice-Presidente della Nazione
•  Pablo Avelluto, Ministro della Cultura
•  Julio Bárbaro, Editorialista del quotidiano La Nación, dirigente político
•  José María Campagnoli, Fiscal de la Nación
•  Alberto Félix Crescenti, Direttore del SAME
•  María Cristina Galoppo, Direttrice dell’Hospital Gutiérrez
•  Jorge Macri, Sindaco di Vicente Lopez
•  Carlos Parodi, Chirurgo cardiovascolare, inventore
•  Franco Rinaldi, Politologo, scrittore, Auditoria General de la Nación
•  Jorge Rizzo, Presidente dell’Ordine degli avvocati di Buenos Aires
•  Juan Carlos Sacco, Segretario dell’ Unión Industrial Argentina
•  Claudio Savoia, Scrittore, redattore del quotidiano Clarín

Premio al Merito delle Relazioni Italia – Argentina:
Assegnato a personalità italiane particolarmente distintesi nel promuovere le relazioni italoargentine:
•  Eugenio Gaudio, Magnifico Rettore di Sapienza Università di Roma
•  Marcello Pittella, Presidente della Regione Basilicata

La cerimonia di premiazione della quarta edizione avrà luogo alle ore 18:30 di mercoledì 31 agosto nel Salone Benedetto Croce dell’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires.
Per ragioni di sicurezza stampa e pubblico sono ammessi esclusivamente su invito.

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Buenos Aires attraversata da un fiume di italianità

TULLIO ZEMBO - La Città Autonoma di Buenos Aires, che ha un sindaco/governatore italiano, Maurizio Macri, ogni anno organizza per la prima domenica di ottobre l’evento “Buenos Aires celebra ITALIA”.
E così anche domenica scorsa un pezzo della centralissima Avenida De Mayo è stato chiuso per accogliere una cinquantina di stand, soprattutto delle associazioni regionali, con informazioni, prodotti e degustazione di specialità culinarie. Sui due palchi  si sono succeduti spettacoli di canto e danza inframezzati dai discorsi delle autorità italiane ed argentine.
Tanto entusiasmo, tanta allegria, tanta voglia di stare insieme all'ombra del tricolore hanno riscaldato una giornata freddina. Moltissimi italiani della città sono accorsi alla festa dell'italianità. Si calcola che in solo pomeriggio (tanto dura l'evento) siano passate più di 50mila persone in quella che indubbiamente  è la più grande festa italiana nel mondo.
D’altronde la capitale argentina è una città italianissima già dalla sua fondazione: è stata battezzata con questo nome in onore della Madonna di Bonariadi Cagliari, in Sardegna. E poi Grande Buenos Aires (13 milioni di abitanti) è la città al mondo col maggior numero di cittadini italiani (potenzialmente un numero di italiani pari al doppio della popolazione di Roma).
Naturalmente, come sempre, “L’Italiano” c’era con migliaia di copie del giornale fresco di stampa nel suo stand proprio sotto il palco principale.
Peccato che in Italia non sia molto conosciuto questo evento che si ripete la prima domenica di ottobre di ogni anno. Farebbe bene agli italiani d'Italia respirare un po' di questa italianità spontanea e gioiosa, vedere con quanto affetto si abbraccino italiani del nord con italiani del sud, quelli di destra con quelli di sinistra perchè tutti si riconoscono figli della stessa terra. E' in occasioni simili che gli italiani all'estero esprimono il sentimento in via d'estinzione nella Penisola: l'amor di Patria.

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Pronti alla partenza!

Definita la prima stesura del programma della quarta edizione della Settimana della Cucina Italiana di Buenos Aires. Si può trovare QUI

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Successo straordinario della Settimana della Cucina Italiana di Buenos Aires

L’ormai ben collaudata formula della Settimana della Cucina Italiana di Buenos Aires ha funzionato come non mai nella sua terza edizione.
La pagina de “L’Italiano” con i menu ha avuto oltre un milione e mezzo di visite, i ristoranti sono stati pieni ogni giorno della settimana e il gran finale a La Boca ha attirato il pubblico delle grandi occasioni.
A fare gli onori di casa nell'Usina del Arte il famoso enogastronomo Pietro Sorba e Patricia Zembo in rappresentanza del marito Tullio, direttore de “L’Italiano” a letto con la febbre.
Ospiti d’onore il Console Generale Riccardo Smimmo e Signora Marina.

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