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Last updateMar, 14 Nov 2017 3am

Argentina

Argentina: il ministro Martina prevede rapporti stretti con l'Italia

In una intervista esclusiva rilasciata al quotidiano argentino Clarin, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, ha parlato dei futuri rapporti che si potranno instaurare tra l'Italia e l'Argentina dopo l'elezione a presidente di Mauricio Macri.
"Il Primo Ministro Renzi - ha svelato - è stato uno dei primi a telefonare al presidente Macri e a parlare direttamente con lui".
Martina, in Argentina in rappresentanza del governo italiano in occasione dell'investitura a presidente di Macri, ha poi parlato anche di altri aspetti. "Credo - ha aggiunto - che si possa aprire una fase di collaborazione molto interessante tra i nostri Paesi. Dobbiamo rafforzare la nostra partnership istituzionale, economica e scientifica". E presto ci sarà anche una visita di Macri in Italia e più in generale in Europa.
"Quando ci siamo salutati - ha aggiunto il ministro - mi ha detto che alla prima occasione utile verrà a Roma. Mi sembra che ci sia da parte del Presidente un grande interesse per questo".
Ma nella intervisra rilasciata al quotidiano di Buenos Aires, Martina ha anche parlato della possibilità dell'Argentina di entrare a far parte della OCSE, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. "Mi sembra interessante - ha aggiunto - un segnale importante che ha dato il Presidente. Noi da sempre lavoriamo molto con l'OSCE".
Una visita quella di Martina che porterà a Roma rapporti più stretti e prospettive future più interessanti tra l'Italia e l'Argentina, due Paesi molti vicini visto che gran parte della popolazione ha origini italiane, ma che da anni si sono un po' allontanate. Adesso però con l'avvento di Macri sembra che le cose possano cambiare con un riavvicinamento che potrebbe cominciare innanzitutto dai rapporti economici.

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Eletto Presidente dell’Argentina il nipote di Antonio Macri – La maledizione di Colombo si è abbattuta sul suo avversario

GIAN LUIGI FERRETTI - E’ stato eletto Maurizio Macrì, ovvero Mauricio Macri per dirla all’argentina, che è il nipote (figlio del fratello) dell’indimenticato, e indimenticabile, Vice Segretario del CGIE Antonio Macri.
Quante volte ci siamo beccati con Antonio, al CGIE e sulla stampa di emigrazione. Ma, anche se ci divertivamo a polemizzare, lo facevamo però sempre nel massimo rispetto reciproco e ci volevamo bene. E così, una volta che andai a Buenos Aires, mi fece conoscere quel suo giovane nipote, del quale era molto orgoglioso, che era appena diventato presidente del Boca Juniors.
Oggi, se il nipote di Antonio è Presidente della Repubblica Argentina, lo deve all’influenza che su di lui ha avuto lo zio che gli ha trasmesso l'italianità. Sì, anche il suo contendente, Daniel Scioli, è italiano, ma lo ha penalizzato l’affare Colombo.
Chissà se la signora Kirchner si rende conto di quanto le sia costato quello che forse lei considerava semplicemente uno dei suoi tanti capricci.
Avere preteso a tutti i costi lo sfratto del monumento a Colombo  dalla piazza dove stava, perché il suo amico Chavez glielo aveva suggerito, è stato uno schiaffo intollerabile alla grande e potente comunità italiana.
Il risultato è che per la prima volta gli italiani si sono schierati apertamente e lo hanno fatto a favore di Macri che perlomeno aveva tentato di opporsi e, in ogni caso, aveva evitato che la statua venisse portata via da Buenos Aires. Non a caso si è schierato apertamente anche il MAIE che, elezione dopo elezione, ha dimostrato di essere l’espressione politica della comunità. Forse l’immagine che più ha illustrato questo impegno italiano è la fotografia di Cristiano Rattazzi, Presidente di FIAT Argentina, seduto al tavolo di una sezione elettorale in periferia come rappresentante di lista per Macri.
Finora si tramandava una maledizione, che peraltro ha funzionato anche questa volta: nessun governatore della Provincia di Buenos Aires potrà mai diventare presidente, perché il palazzo di governo è costruito su un vecchio cimitero indio. Da oggi dunque c’è da tenere conto anche della “maledizione di Colombo” che si è abbattuta sul kirchnerismo.
Il monumento a Colombo era il simbolo di una visione “europea” e la competizione è stata fra chi voleva conservare l’Argentina come un’isola “europea” in Sud America, con valori europei e cultura europea e chi voleva allontanarla dall’Europa per integrarla in una visione sudamericana. Via Colombo perché simbolo di una diversità nei confronti del neopopulismo autarchico ed isolazionista del Venezuela, dell’Ecuador e della Bolivia.
A questo ha detto no la maggioranza degli argentini, che ha rifiutato anche un’interpretazione muscolosa ed esclusiva del potere in democrazia, coma ha detto no all’assistenzialismo di Stato. E ha detto sì a Macri ed alle sue promesse di misure che favoriscano investimenti esteri.

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Udienza privata in Vaticano per i parlamentari italo-argentini

Papa Francesco si è intrattenuto con gli onorevoli Ricardo Merlo e Mario Borghese ed il sen. Claudio Zin.
Il presidente del MAIE, Ricardo Merlo, ha poi dichiarato che l’incontro era servito per parlare col Papa della situazione dei milioni di italiani che vivono all’estero anche se è una realtà che Francesco, figlio di un emigrato piemontese, conosce bene.

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L’alleanza Macri – MAIE vincente in Argentina

L’alleanza del MAIE con la coalizione di Macri ha portato i voti della Comunità italiana organizzata  a Cambiemos e permetterà la vittoria nel ballottaggio.
Ma ha anche permesso l’elezione del segretario politico del MAIE, Daniel Ramundo, a Parlamentare del Mercosur e del Coordinatore del MAIE a Mar del Plata, Marcelo Carrara, a Consigliere regionale.

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Il direttore de “L’Italiano” ascoltato nella seduta congiunta della Camera dei Deputati

BUENOS AIRES - La Camera dei Deputati e del Senato ha discusso ieri, martedì 9 settembre, la tematica dei buoni speculativi.
Fra i relatori il direttore de “L’Italiano” , Tullio Zembo.
In questa foto sul sito del più importante quotidiano argentino, Clarin, da sinistra a destra:
Carlos Alberto Zanini ,Secretario de Legal y Técnica, il collaboratore più stretto della Presidente Kirchner – Tullio Zembo, direttore de “L’Italiano” - Julián Andrés Domínguez, Presidente della Camera dei Deputati - Axel Kicillof, Ministro dell’Economia e Roberto Feletti,  Presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.

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Elezioni in Argentina: la vendetta di Colombo

Chissà se la capricciosa Presidenta si sta rendendo conto di quale grave errore sia stato il suo atteggiamento di avversione alla comunità italiana culminato nella rimozione della statua di Cristoforo Colombo, simbolo dell’immigrazione italiana e della sua integrazione.
Per la prima volta la comunità italiana organizzata ha dato una chiara indicazione di voto. A favore di Macri è sceso in campo il MAIE che, elezione dopo elezione, ha dimostrato di rappresentare la stragrande maggioranza dei connazionali. E quwesto ha fatto la differenza.
Pur essendo i tre candidati piu “pesanti” in possesso di un passaporto italiano, i risultati mettono Macri nella posizione ideale per vincere il ballottaggio fra un mesetto. Per vincere al primo turno sarebbero occorso almeno il 40% dei voti con il secondo candidato a più di 10% di distanza.
Chi conosce l’Argentina sa quanto potere di “convincimento” abbia il governo uscente in un Paese che distribuisce sussidi a masse imponenti di cittadini.  Chi conosce l’Argentina sa quanta presa abbia  ancora il peronismo. Eppure il “governativo”  peronista Scioli è riuscito ad arrivare ad un 36,68% con un Macri appena a 2,18% dei voti. Massa, il terzo incomodo, è al 21,33%, un serbatoio al quale attingerà molto più facilmente Macri che Scioli.
Certamente la Presidenta uscente ed il suo entourage hanno ben poco da stare contenti se a questo si aggiunge che la grande Provincia di Buenos Aires (16 milioni di abitanti), da sempre territorio governativo e peronista, da domani sarà amministrata da un’esponente della coalizione di Macri.

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Non arriva a Buenos Aires il Ministro Mogherini

Peccato. Ci sarebbe piaciuto che il ministro degli esteri italiano fosse stato il primo a portare personalmente la solidarietà alla “nostra” Argentina
Tullio Zembo - Lunedì sarà non sarà a Buenos Aires, come invece annunciato da tempo, il Ministro degli esteri italiano, Federica Mogherini.
Sarebbe arrivata in uno dei momenti più difficili dell’Argentina a causa del default e nei suoi incontri ad alto livello avrebbe avuto modo di confermare la solidarietà dell’Italia, come non molto tempo fa ha fatto il premier Renzi in una sua lettera alla Presidente Cristrina Kirchner, nella quale ha riaffermato  “la vicinanza del governo italiano agli sforzi argentini e la nostra disponibilità ad approfondire nelle sedi europee e internazionali i diversi aspetti della vicenda”. Qualche giorno fa c’è stata anche da una dichiarazione firmata, per iniziativa del partito della Mogherini (il PD) da oltre 100 parlamentari italiani consegnata nelle mani dell’Ambasciatore italiano a Roma qualche giorno fa.
Ieri è intervenuto in aula dell’On. Fabio Porta (PD) che, a proposito del default, da lui definito “sui generis”, si è dichiarato preoccupato “per le drammatiche conseguenze che il ‘default’ potrebbe avere sulla già grave situazione debitoria argentina e sulla gestione della ristrutturazione del debito, e quindi sulle fragili condizioni economiche di un Paese a noi vicino, anche in virtù della presenza nel Paese di una enorme collettività di origine italiana”.
Ecco, la grande comunità italiana, cittadini ed oriundi, in questi gravi momenti si stringe attorno al governo argentino impegnato a cercare di portare il Paese fuori dalle secche dove la speculazione internazionale, gli “avvoltoi”, l’hanno portata.
Io personalmente, in tutte le numerose interviste in televisione, alle radio o sui giornali, ho sottolineato l’appoggio dell’Italia e degli italiani, d’Italia e d’Argentina, contro l’ingiusta sentenza del giudice Griesa.
Ci sarebbe piaciuto, e ne saremmo stati orgogliosi, che fosse proprio il ministro degli esteri italiano il primo a portare personalmente la solidarietà alla “nostra” Argentina.

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Premio L'Italiano martedì 23 giugno

Martedi 23 giugno nel  Salone Benedetto Croce dell'Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires avrà luogo la terza edizione del prestigioso PREMIO L'ITALIANO organizzato dal quotidiano L'Italiano col patrocinio dell'Ambasciata d'Italia e la collaborazione del Comites.
Anche questa volta sono di primissimo piano i premiati. Dal Rettore dell’Università di Buenos Aires (UBA) ai presidenti delle due squadre calcistiche più seguite, Boca Juniors e River, al presidente della Fondazione del Banco Ciudad. Da giornalisti famosi al cuoco e divulgatore televisivo della cucina italiana più noto, ai direttori dei più belli hotel di Buenos Aires, a luminari della medicina.
Ecco la lista completa dei Premiati:
Premio per l’eccellenza dell’italianità in Argentina:
Daniel Angelici, Presidente del Club Atlético Boca Juniors
Alberto Edgardo Barbieri, Rettore dell'Università di Buenos Aires (UBA) - Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana
Marcelo Alberto Bonelli, Giornalista ed Economista (Radio Mitre, Clarín, Canal 13)
Ricardo Canaletti, Avvocato e giornalista. Opinionista e conduttore nei notiziari del canale TV "Todo Noticias" - Conduce il programma “Cámara del Crimen” - Opinionista di "Telenoche"
Rodolfo Raúl D'Onofrio, Presidente del Club Atlético River Plate
Donato De Santis , Chef, conduttore TV ed scrittore
Adelmo Juan José Gabbi, Presidente della Borsa di Buenos Aires, della Fondazione della B.C.B.A., del Mercado Electrónico de Gas S.A. (MEGSA), Establecimiento MARIPA S.A. e Inmosur S.A.
Facundo Manes, Neurologo, giornalista e scrittore - Creatore dell'Instituto de Neurología Cognitiva (INECO) e dell'Instituto de Neurociencias de la Universidad Favaloro
Mario Morando, Economista - Presidente della Fondazione del Banco Ciudad
Gabriel Oliveri, Direttore del l’Hotel Four Seasons
Cristian Adrián Ritondo, Vicepresidente 1º Legislatura de la Ciudad Autónoma de Buenos Aires - Presidente del Bloque de Legisladores del Pro  - Presidente Comisión Obras y Servicios Públicos - Presidente de Comisión Mixta de Seguimiento de Obras y Licitaciones de Subterráneos
Juan Boris Aldo Scalesciani, Proprietario dell'Hotel Palacio Duhau, Monumento Storico Sede di una Collezione d'arte Contemporanea
Claudio Zin, Medico ed opinionista radio televisivo - Già Ministro della Salute della Provincia di Buenos Aires - Senatore della Repubblica italiana eletto in Sud America - Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.
Premio al merito delle relazioni Italia – Argentina:       
Donatella Strangio,  Professoressa dell' Università La Sapienza (Roma) ed Scrittrice, Esperta di Emigrazione Italiana in Argentina.

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Festa della Repubblica a Buenos Aires: L’ITALIANO c’era

Come è ormai tradizione consolidata, anche questa volta L’ITALIANO era presente con migliaia di copie alla celebrazione della Festa della Repubblica al Teatro Coliseo di Buenos Airtes.

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