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Prima edizione del Premio L’Italiano all’eccellenza dell’italianità in Argentina

L’evento coronato dal successo non solo perché le persone che lo hanno ricevuto sono tutte molto famose e conosciute, ma anche perché durante la manifestazione si é sentita la loro autentica emozione - A maggio 2014 la prossima edizione
EDDA CINARELLI - É veramente difficile realizzare la cerimonia di consegna di un premio in modo innovativo e diverso, veramente una sfida, perché questo tipo di eventi si svolge generalmente o in modo rigido e ingessato o in maniera decisamente fashion. L’équipe de L’Italiano ci ha fatto vivere invece una serata diversa e ci é riuscita ricorrendo ai valori tradizionali italiani, proprio a quei valori: lavoro forte, studio, perfezionamento costante, umiltá cristiana che ci sono stati trasmessi dai nostri genitori e nonni, dalla nostra cultura.  Una nuova versione di premiazione con componenti secolari.
L’evento, coronato dal successo, non solo perché le persone che lo hanno ricevuto, sono tutte molto famose e conosciute, ma anche perché durante la manifestazione si é sentita la loro autentica emozione, ha avuto luogo mercoledí 18 nel salone Benedetto Croce dell’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires.
Tra il pubblico: la direttrice dell’I.I.C. Maria Mazza, il ministro consigliere d’Ambasciata Marcello Apicella, il consigliere per gli Affari Sociali e Emigrazione d’Ambasciata Martín Lorenzini, il console Giuseppe Giacalone, familiari e amici dei premiati.
Hanno ricevuto il Premio grandi personaggi della societá argentina, distintisi nell’ambito della loro attivitá, che sono stati selezionalti dal Comitato Premio “L’Italiano” composto da: Gian Luigi Ferretti, fondatore e direttore del giornale a livello internazionale; Tullio Zembo, Marcelo Bomrad-Casanova, rispettivamente direttore edirettore editoriale per l’Argentina; Arturo Curatola, vicepresidente della Camera di Commercio Italiana di Buenos Aires.
Trattandosi di un premio dato a eccellenti argentini di origine italiana, il primo a riceverlo é stato Papa Francesco, assente per ovvie ragioni.  Lo ha ritirato per lui il nunzio apostolico monsignor Emil Paul Tscherrig. Gli altri vincitori sono stati: Francesca Ambrogetti, autrice del libro “El Jesuita” quindi una delle biografe del Papa;  Fabio Bartucci, celebre oftalmologo; Nicolás Catena Zapata, proprietario della cantina Catena Zapata; Eduardo Costantini, imprenditore, filantropo; Mariano Cuneo Libarona, uno dei più importanti avvocati penalisti d'Argentina; Carlota D’Adamo, dirigente di Emirates Airlines Argentina; Ricardo Echegaray, con cognome basco e madre siciliana, capo dell'AFIP; Pedro Ferraina, il migliore chirurgo  d'Argentina e professore universitario, nato in Calabria; Gustavo Marangoni, presidente del Banco Provincia de Buenos Aires; Oscar Marvasio, presidente Radio Catena Eco, la stazione radio che trasmette in tutto il Paese; Luigi Pallaro, noto imprenditore presidente della Camera di Commercio Italiana; Eduardo Serenellini, famoso giornalista radio-televisivo; Cristiano Rattazzi, presidente Fiat Argentina, figlio di Susanna Agnelli; i fratelli Eduardo e Juan Santarelli, proprietari dell'industria farmaceutica Arcano; Pietro Sorba, famosissimo gionalista enogastronomico, scrittore e giornalista; Marcelo Tinelli, popolarissimo conduttore televisivo, vice presidente del Club San Lorenzo, che non é potuto venire perché si trovava a Roma, dove si é recato proprio per incontrare il Papa e consegnargli il “Trofeo Nietos Recuperados”, che la squadra San Lorenzo ha conquistato domenica 15 dicembre.
Un premio a sorpresa é stato poi dato a Gian Luigi Ferretti, il quale, dopo le presentazioni dei premiati, ci ha un po’ scherzato su.
Durante la cerimonia, si é sentito spesso ripetere la “parola lavoro, lavoro”. Tutti i premiati devono infatti il loro successo agli sforzi compiuti nel corso delle loro vite.  Non hanno mai chiesto nulla all’Italia e costituiscono, con i milioni di figli e discendenti di italiani, una vera ricchezza, spirituale e materiale di cui il nostro paese dovrebbe accorgersi per considerarli infine e finalmente quello che veramente sono: una’autentica risorsa a tutto tondo, orgogliosa delle sue radici italiane.

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