Il successo della missione dell’UGL in Argentina

PAOLO CAPONE (Segretario Generale dell’UGL) - “Sono italiano” è una specie di “Abra Cadabra” che apre tutte le porte in Argentina, Paese dove oltre la maggioranza degli abitanti è di origine italiana. Quasi un milione sono cittadini italiani con regolare passaporto e Buenos Aires è la settima città italiana, dietro Bologna e prima di Firenze.
Sali su un taxi a caso e il tassista è italiano; su una ventina di taxi presi in una settimana solo 2 autisti non erano italiani, però erano sposati con un’italiana.
Ora capisco perché chiunque ritorni dall’Argentina affermi che, appena messo piede a Buenos Aires dopo 13 ore di volo) gli è sembrato di non essere mai partito dall’Italia.
Dovunque ho avvertito l’impressione di essere privilegiato, preferito in quanto italiano.
Il Ministro del Lavoro Triaca e il suo Sottosegretario Paulucci mi hanno ricevuto a braccia aperte e mi hanno parlato dei loro avi italiani prima di invitarmi ai tre più importanti eventi del prossimo futuro a Buenos Aires: la conferenza dell’ILO sul lavoro minorile a novembre, l’undicesima conferenza internazionale WTO a dicembre e il G20 a gennaio.
E a braccia aperte mi hanno ricevuto i vertici della CGT (Confederazione Generale del Lavoro), da Hector Daer, membro del triumvirato in predicato di essere eletto Segretario Generale unico a Argentino “Tino” Geneiro, Segretario della Formazione Professionale dell’Unione dei Lavoratori gastronomici, alberghieri e del turismo e a Victor Santa Maria, uno dei più importanti dirigenti della CGT.  Molto istruttiva è stata la visita a Chivilcoy, una città di 60 mila abitanti nella pampa a 160 chilometri da Buenos Aires, dove Omar e Daniel Bellicoso, dirigenti del Sindacato del Commercio mi hanno fatto visitare imponenti istallazioni sindacali (uffici, clinica, scuola professionale, dopolavoro).
Sia il Ministro che i dirigenti del sindacato mi hanno chiesto di tenere aperto un canale di comunicazione e di studiare progetti comuni.
Stessa cosa hanno fatto sia il Segretario dei Diritti Umani, Claudio Avruj, che il Difensore del Popolo Alejandro Amor.
Davvero impressionante l’interesse per la mia visita. Sono stato addirittura invitato a tenere una lectio magistralis sul sindacalismo all’istituto universitario di specializzazione post laurea dell’Ordine degli Avvocati. Non vi dico l’emozione di parlare ad un attento pubblico di grandi avvocati e magistrati.
A proposito di magistrati, sono stato ricevuto con tutti gli onori dalla Camara Federal de la Seguridad Social, il tribunale di ultima istanza per le cause concernenti la previdenza sociale.
E’ stata una settimana piena di incontri per me e per i segretari nazionali Luigi Ulgiati (Chimici) e Francesco Alfonsi (Trasporto aereo) che mi accompagnavano.
Già prima della partenza avevo incontrato l’Ambasciatore argentino a Roma, Thomas Ferrari, e lo stesso ho fatto a Buenos Aires con il Ministro Consigliere Stefano Canzio, vicario dell’Ambasciatore Castaldo, che era fuori sede.
Sono stato intervistato dall’agenzia nazionale Telam, da giornali, radio e canali televisivi. Sono stato ospite d’onore della più grande holding editoriale argentina, Perfil.
Un ringraziamento particolare va al gruppo de L’Italiano, il quotidiano italiano di Buenos Aires,  senza del quale il mio viaggio non sarebbe stato possibile e all’On. Ricardo Merlo, Presidente del Maie che, assieme al parlamentare del Mercosur On. Daniel Ramundo, mi ha accompagnato in alcune delle visite.
Indescrivibile la commozione di trovarmi fra i nostri emigrati nella sede della Federazione calabrese guidata dal giovane Julio Croci. E’ stata un’esperienza che non dimenticherò tanto facilmente  e mi impegno a dare seguito alle promesse di aiutarli nella difesa dei loro diritti così spesso calpestati da una madre patria troppo spesso matrigna.
Il successo della missione è stato tale che, ritornato in Italia arricchito di esperienze, contatti e progetti,  avrei potuto passare sotto l’Arco di Trionfo e nessuno avrebbe avuto qualcosa da ridire.  Ma non mi monto la testa perché mi rendo conto di essere stato indubbiamente agevolato, oltre al fatto di venire dall’Italia, soprattutto dall’avere illustrato i principi dell’Ugl basati sul superamento della lotta di classe e sulla partecipazione alla gestione e agli utili dell’impresa.
Cominciando dall’Altra Italia sul Rio della Plata, l’UGL si è aperta al mondo e già sta programmando nuove missioni internazionali.

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