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PREMIO L’ITALIANO A PERSONALITA’ ITALIANE E DI ORIGINE ITALIANA AI VERTICI DELLA SOCIETA’ ARGENTINA

La cerimonia della consegna del Premio L’Italiano ha avuto luogo, con un misto di semplicità e solennità, nello splendido salone Benedetto Croce dell’Istituto Italiano di Cultura e quindi, per le regole dell’extraterritorialità, su suolo italiano nel centro di Buenos Aires.
Il successo di un evento è indiscutibile quando alla sua seconda edizione viene già considerato “un pezzo forte dell’agenda dell’italianità di Buenos Aires”, come ha scritto un grande giornalista e d’altronde i media argentini stanno dando grande risalto alla manifestazione. Ad esempio “Info BAE” ha addirittura un servizio con ben 16 foto.
Chi conosce l’Argentina, ma anche l’Italia, ha sicuramente apprezzato il piccolo miracolo: il salone Benedetto Croce dell’Istituto Italiano di Cultura si è riempito prima dell’orario stabilito e la cerimonia è partita puntualmente alle 18.30.
Personaggi al vertice della società argentina, ministri, l’imprenditore probabilmente più grande del Paese, l’attore premio Oscar, il giornalista televisivo dall’audience altissimo… sono tutti arrivati in anticipo come se non vedessero l’ora di essere “a casa”.
E si sono commossi subito guardando il filmato sull’emigrazione italiana in Argentina che ha dato il via alla serata. In quelle foto immagini hanno riconosciuto i loro genitori o i loro nonni, che poi hanno ricordato con ammirazione, gratitudine ed affetto nei loro discorsi al ritiro del Premio. Ognuno aveva aneddoti da raccontare in relazione alla sua italianità esibita con orgoglio: la cultura del lavoro, i valori, i profumi dalla cucina specie la domenica mattina, i canti.
L’Ambasciatore d’Italia Teresa Castaldo, nel salutare ufficialmente gli illustri ospiti, ci ha tenuto a sottolineare i legami particolari che uniscono l’Italia a l’Argentina, dove vive la comunità italiana più grande del mondo e dove oltre metà della popolazioni ha sangue italiano nelle vene. Quando si è complimentata con gli organizzatori, il fondatore ed editore del giornale Gian Luigi Ferretti, il direttore Tullio Zembo, l’editore editoriale, Marcelo Bomrad-Casanova ed il Presidente del Comitato del Premio Arturo Curatola, li ha definiti “i quattro moschettieri de L’Italiano”. E da quel momento chiunque abbia preso la parola, per complimentarli, per ringraziarli o semplicemente per citarli, li ha chiamati così: “i quattro  moschettieri de L’Italiano”.
Commozione, ricordi, orgoglio dell’italianità hanno coinvolto i premiati ed il pubblico selezionato. Sicuramente alla prossima edizione molti di loro ritorneranno con piacere così come hanno fatto questa volta diversi premiati dello scorso anno.

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