Dom04302017

Last updateMar, 25 Apr 2017 10pm

Italia, sveglia!

TULLIO ZEMBO - Mauricio Macri entrerà nelle sue funzioni il 10 dicembre, ma già un paio di grandi nazioni europee si sono prontamente mosse perché si sono accorte che, con il cambiamento deciso dalle elezioni, l’Argentina esce da una chiusura autarchica e terzomondista per riaprirsi alle relazioni soprattutto con i Paesi europei ed agli investimenti.
Il ministro degli esteri spagnolo, José Manuel García Margallo, si è precipitato a Buenos Aires per incontrare Macri e dichiarare: “Vogliamo dimostrare che vogliamo ritornare a tenere relazioni con l’Argentina al livello delle nostre relazioni storiche e dei nostri vincoli culturali e umani”.
Margallo ha annunciato che la Spagna sarà rappresentata al massimo livello, con il re Juan Carlos I, alla cerimonia di assunzione del presidente eletto.
Il Presidente della Repubblica francese ha scritto a Macri per chiedergli un incontro a febbraio nella capitale argentina per “approfondire il nostro dialogo ed intensificare le nostre relazioni bilaterali”.
E l’Italia? Finora non pervenuto.
Sarebbe davvero imperdonabile se l’Italia sprecasse l’occasione di mettere a frutto il naturale vantaggio che ha anche per il fatto che il nuovo Presidente è italiano, come italiana è in gran parte la popolazione argentina.
Basti pensare all’enorme vantaggio di una stretta collaborazione fra un Paese manifatturiero che trasforma materie prime d’importazione  ed un Paese che le materie prime le ha tutte.
E dunque si svegli l’Italia dagli allori sui quali sembra addormentata  Un mese fa il Presidente del Consiglio Renzi è stato in America Latina, è passato dal Cile al Perù, alla Colombia ed a Cuba. Dall’Argentina è passato al largo quando la vittoria di Macri era già nell’aria e con un incontro informale avrebbe potuto battere tutti sul tempo.

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