Mar10172017

Last updateGio, 12 Ott 2017 5pm

Argentina

Il successo della missione dell’UGL in Argentina

PAOLO CAPONE (Segretario Generale dell’UGL) - “Sono italiano” è una specie di “Abra Cadabra” che apre tutte le porte in Argentina, Paese dove oltre la maggioranza degli abitanti è di origine italiana. Quasi un milione sono cittadini italiani con regolare passaporto e Buenos Aires è la settima città italiana, dietro Bologna e prima di Firenze.
Sali su un taxi a caso e il tassista è italiano; su una ventina di taxi presi in una settimana solo 2 autisti non erano italiani, però erano sposati con un’italiana.
Ora capisco perché chiunque ritorni dall’Argentina affermi che, appena messo piede a Buenos Aires dopo 13 ore di volo) gli è sembrato di non essere mai partito dall’Italia.
Dovunque ho avvertito l’impressione di essere privilegiato, preferito in quanto italiano.
Il Ministro del Lavoro Triaca e il suo Sottosegretario Paulucci mi hanno ricevuto a braccia aperte e mi hanno parlato dei loro avi italiani prima di invitarmi ai tre più importanti eventi del prossimo futuro a Buenos Aires: la conferenza dell’ILO sul lavoro minorile a novembre, l’undicesima conferenza internazionale WTO a dicembre e il G20 a gennaio.
E a braccia aperte mi hanno ricevuto i vertici della CGT (Confederazione Generale del Lavoro), da Hector Daer, membro del triumvirato in predicato di essere eletto Segretario Generale unico a Argentino “Tino” Geneiro, Segretario della Formazione Professionale dell’Unione dei Lavoratori gastronomici, alberghieri e del turismo e a Victor Santa Maria, uno dei più importanti dirigenti della CGT.  Molto istruttiva è stata la visita a Chivilcoy, una città di 60 mila abitanti nella pampa a 160 chilometri da Buenos Aires, dove Omar e Daniel Bellicoso, dirigenti del Sindacato del Commercio mi hanno fatto visitare imponenti istallazioni sindacali (uffici, clinica, scuola professionale, dopolavoro).
Sia il Ministro che i dirigenti del sindacato mi hanno chiesto di tenere aperto un canale di comunicazione e di studiare progetti comuni.
Stessa cosa hanno fatto sia il Segretario dei Diritti Umani, Claudio Avruj, che il Difensore del Popolo Alejandro Amor.
Davvero impressionante l’interesse per la mia visita. Sono stato addirittura invitato a tenere una lectio magistralis sul sindacalismo all’istituto universitario di specializzazione post laurea dell’Ordine degli Avvocati. Non vi dico l’emozione di parlare ad un attento pubblico di grandi avvocati e magistrati.
A proposito di magistrati, sono stato ricevuto con tutti gli onori dalla Camara Federal de la Seguridad Social, il tribunale di ultima istanza per le cause concernenti la previdenza sociale.
E’ stata una settimana piena di incontri per me e per i segretari nazionali Luigi Ulgiati (Chimici) e Francesco Alfonsi (Trasporto aereo) che mi accompagnavano.
Già prima della partenza avevo incontrato l’Ambasciatore argentino a Roma, Thomas Ferrari, e lo stesso ho fatto a Buenos Aires con il Ministro Consigliere Stefano Canzio, vicario dell’Ambasciatore Castaldo, che era fuori sede.
Sono stato intervistato dall’agenzia nazionale Telam, da giornali, radio e canali televisivi. Sono stato ospite d’onore della più grande holding editoriale argentina, Perfil.
Un ringraziamento particolare va al gruppo de L’Italiano, il quotidiano italiano di Buenos Aires,  senza del quale il mio viaggio non sarebbe stato possibile e all’On. Ricardo Merlo, Presidente del Maie che, assieme al parlamentare del Mercosur On. Daniel Ramundo, mi ha accompagnato in alcune delle visite.
Indescrivibile la commozione di trovarmi fra i nostri emigrati nella sede della Federazione calabrese guidata dal giovane Julio Croci. E’ stata un’esperienza che non dimenticherò tanto facilmente  e mi impegno a dare seguito alle promesse di aiutarli nella difesa dei loro diritti così spesso calpestati da una madre patria troppo spesso matrigna.
Il successo della missione è stato tale che, ritornato in Italia arricchito di esperienze, contatti e progetti,  avrei potuto passare sotto l’Arco di Trionfo e nessuno avrebbe avuto qualcosa da ridire.  Ma non mi monto la testa perché mi rendo conto di essere stato indubbiamente agevolato, oltre al fatto di venire dall’Italia, soprattutto dall’avere illustrato i principi dell’Ugl basati sul superamento della lotta di classe e sulla partecipazione alla gestione e agli utili dell’impresa.
Cominciando dall’Altra Italia sul Rio della Plata, l’UGL si è aperta al mondo e già sta programmando nuove missioni internazionali.

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L'Argentina espelle gli stranieri clandestini o delinquenti

Pochi si sono accorti che anche l'Argentina, il grande Paese famoso per la sua ospitalità verso gli immigrati, ha innalzato un suo piccolo muro.
All'inizio dell'anno il Presidente Macri ha firmato il Decreto di Necessità ed Urgenza 70/2017 che modifica la Legge Nazionale delle Migrazioni in vigore dal 2003. Patricia Bullrich, ministro della Sicurezza ha commentato: "Chi ha commesso un misfatto nel suo paese, non entra in Argentina, e chi commette un delitto stando in Argentina sarà espulso velocemente".
Infatti con questo decreto "le persone di nazionalità straniere coinvolte in fatti delittuosi e coloro che sono entrati clandestinamente nel territorio nazionale eludendo i controlli" vengono espulsi molto rapidamente.
Si legge nel Decreto che le nuove norme vengono introdotte considerando che finora le espulsioni di stranieri potevano essere ritardare fino a 7 anni da un complesso procedimento amministrativi e giudiziari e che nel 2016 è stata del 21,35% la popolazione carceraria di nazionalità straniera in Argentina; i delitti legati alla narco-criminalità sono stati commessi per il 33% da stranieri.
Ora lo straniero che riceve una notifica di espulsione ha 3 giorni di tempo per presentare ricorso e la Giustizia deve prendere una decisione entro 3 giorni; comunque l'espulsione può essere eseguita anche senza la decisione di un giudice.
Naturalmente le anime buone hanno protestato per "un'iniziativa che non rispetta i diritti umani", ma di fatto non ci sono state grandi proteste in Argentina anche perchè parte dell'opposizione si è dichiarata d'accordo col Governo. Fuori dell'Argentina pare che nessuno si sia accorto.

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Paolo Capone (Ugl) incontra il Ministro del Lavoro argentino e i dirigenti dell’ente omologo dell’Inps (Anses)

BUENOS AIRES, 28 agosto - Continua a Buenos Aires la missione dell’UGL con Francesco Paolo Capone, Segretario generale, Luigi Ulgiati, Segretario della Federazione nazionale Chimici e Francesco Alfonsi, Segretario della Federazione nazionale Trasporto Aereo.
Questa mattina al Ministero del Lavoro ha avuto luogo un lungo incontro con il Ministro Jorge Triaca ed il Sottosegretario alla Sicurezza Sociale, Malvis Paulucci. Dopo che il  Segretario generale Capone ha illustrato la realtà della sua Confederazione, il Ministro del Lavoro argentino ha dichiarato di ritenere necessario stabilire una collaborazione organica con l'Ugl per intensificare i rapporti dell’Argentina con l’Italia per tutto quanto riguarda i vari aspetti del mondo del lavoro ed ha invitato il Segretario generale dell’UGL a tre importanti eventi a Buenos Aires: la conferenza internazionale dell’ILO sul lavoro minorile, che avrà luogo a novembre, il convegno WTO di dicembre sul commercio internazionale e soprattutto il G20 del 2018.
Nel frattempo verranno elaborati dei protocolli d’intesa per formalizzare la stretta collaborazione fra il Governo argentino e l’UGL, che verranno firmati in occasione della prossima venuta del Segretario Capone.
Nel pomeriggio la delegazione dell'UGL è stata ricevuta presso la sede centrale dell'ANSES, che è l'omologa della nostra INPS. L'Administración Nacional de la Seguridad Social  è un ente che dipende dal Ministero del Lavoro, che gestisce le prestazioni di sicurezza sociale, fra le quali gli assegni familiari, i sussidi di disoccupazione, i servizi previdenziali, ecc.
Con il Direttore generale Dr. Federico Lagorio ed i suoi collaboratori, il Segretario generale Capone , Ulgiati e Alfonsi hanno avuto un nutrito scambio di idee ed informazioni sui diversi sistemi dei due Paesi. Si è deciso di instaurare un canale di comunicazione per una collaborazione soprattutto per l’assistenza ai pensionati italiani in Argentina ed argentini in Italia.

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La quinta giornata della missione UGL in Argentina

BORSA
Adelmo Gabbi, il Presidente della Borsa di Buenos Aires ha invitato nel presigioso palazzo, in cui ha sede l'istituzione da 165 anni, la delegazione dell'Ugl guidata dal Segretario generale Paolo Capone. Gabbi, che è uno dei personaggi più influenti dell'Argentina, si è detto entusiasta dei principi ispiratori del Sindacalismo Nazionale ed ha promesso tutto il suo appoggio per una serie di iniziative sul territorio argentino.

PERFIL
Gli esponenti dell'Ugl sono stati accolti come ospito d'onore nella grande sede dell'Editorial Perfil di Jorge Fontevecchia, una delle imprese editoriali più importanti dell'Argentina con quotidiani, riviste, stazioni radio e televisive.
Nel grande atrio è conservato un grande sezione del muro di Berlino, la più estesa e meglio conservata del mondo. A ciascun membro della delegazione è stato dato in omaggio un pezzetto con certificazione notarile di origina.
Il Segretario nazionale dei Chimici dell'Ugl, che si occupa anche di carta e stampa, Luigi Ulgiati, ha avuto modo di interloquirecon i dirigenti ed i tecnici dell'azienda.

FACA
La FACA (federazione delle Associazioni Calabresi in Argentina), che è la più grande organizzazione di italiani in Argentina, ha invitato la delegazione dell'Ugl. Accolto dal Presidente Julio Croci, il Segretario generale Capone ha assicurato la vicinanza e l'appoggio della Confederazione sindacale agli italiani all'estero.
Sono intervenuti con parole di apprezzamento e ringraziamento tutti gli eponenti del Comitato Direttivo.
L'incontro - che era trasmesso in streaming - sulla radio della Federazione è terminato con la richiesta del Presidente Croci di studiare accordi di cooperazione fra FACA e UGL in modo che possano essere sottoscritti in occasione di un prossimo incontro.

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A Gabriela Michetti le chiavi della città di Macerata: “Oggi ho realizzato un sogno”

Nel cortile del palazzo comunale di Macerta la Vicepresidente dell'Argentina ha ricevuto la cittadinanza onoraria. Si conclude l'iter burocratico iniziato un anno fa grazie al quotidiano argentino L’ITALIANO e a Cronache Maceratesi. Il Sindaco Carancini: "E' un riconoscimento a tutti gli abitanti della nostra provincia che sono andati in Sud America a cercare fortuna"
MARCO RIBERI
(Cronachemaceratesi.it) - Da oggi Macerata ha una cittadina in più. Marta Gabriela Michetti, vice presidente dell’Argentina, ha ricevuto nel cortile del palazzo comunale le chiavi della città che vengono donate a chi viene insignito della cittadinanza onoraria. E’ la prima donna che ottiene questo importante riconoscimento. La seconda massima carica dello stato sudamericano, che ha le radici della sua famiglia proprio nel capoluogo di provincia, ha finalmente coronato uno dei suoi sogni, quello cioè di far ritorno nella terra dove sono nati i suoi avi. «Sarà uno dei ricordi più importanti di tutta la mia vita – ha detto commossa -. Sono stata qui a 14 anni con mio padre e mai avrei immaginato che vi sarei tornata a 52 in veste di vicepresidente dell’Argentina. Da questo luogo voglio omaggiare mio padre che è sempre stato orgoglioso della sua italianità. Grazie per quello che avete fatto».
Si conclude così il lento e tortuoso iter burocratico e diplomatico iniziato un anno fa grazie ai contatti tra la redazione di Cronache Maceratesi e il quotidiano argentino L’italiano che in un’intervista prima di una premiazione scoprì le radici maceratesi della Michetti. Dopo uno scambio di informazioni tra redazioni l’invito del sindaco Romano Carancini registrato alle nostre telecamere e consegnato a Gabriela Michetti da Gian Luigi Ferretti (direttore de L’Italiano). Un lungo anno per programmare la visita che ha trovato il suo culmine proprio nelle prime della stagione lirica, Turandot e Madama Butterfly, alle quali la vicepresidente assisterà. «Un premio che vuole rendere omaggio non solo alla vicepresidente – ha aggiunto il sindaco Romano Carancini – ma a tutti i migranti marchigiani e in special modo maceratesi, che hanno cercato fortuna lavorando duramente in Argentina. La provincia di Macerata è la più argentina d’Italia e i legami tra il nostro territorio e lo Stato d’oltreoceano raccontano una storia di difficoltà, povertà e anche di famiglie fortemente trasformate dalla ricerca di una vita migliore».
Un riconoscimento consegnato da tutto il consiglio comunale, come avevano richiesto i consiglieri di opposizione grazie alla cui collaborazione è stato possibile prendere questa importante decisione. Una cittadinanza onoraria che quindi ha lo scopo di gettare ponti e che in futuro potrà dare dei frutti importanti. «Sogniamo di portare un giorno una parte di Macerata a Buenos Aires – ha spiegato Carancini – magari con una rappresentazione della Traviata in uno dei teatri della città che faccia onore ai tanti italo argentini. Speriamo che questa amicizia spinga ancor di più l’internazionalizzione di Macerata, della sua bellezza e della sua cultura». Oltre alle varie cariche giunte in città per un saluto istituzionale alla cerimonia hanno partecipato anche molti cittadini legati all’Argentina per vari motivi: dai Michetti sparsi per la provincia (rimasti però delusi perché sembrerebbe che le radici della vicepresidente risiedano a Villa Potenza), ai tanti maceratesi con famiglia in Argentina fino anche a un gruppo di futuri esploratori andini. E’ il caso del gruppo Aconcagua Experience Team che presto partirà per una spedizione sulle Ande per raccogliere fondi a favore del comune terremotato di Monte Cavallo e che hanno voluto raccontare alla vicepresidente della loro avventura. Nei prossimi giorni Michetti avrà modo di conoscere meglio il territorio, di incontrare i propri parenti e di visitare le aree colpite dal terremoto. La partenza da Macerata è prevista per domenica quando la vice presidente lascerà la città diretta alla volta di Pieve Torina, dove incontrerà il sindaco Alessandro Gentilucci. Da lì poi il viaggio verso Roma. «Sono felice ed emozionata – ha concluso la vicepresidente – in Argentina siamo tantissimi ad amare l’Italia e abbiamo la stessa vostra passione per la vita. Che i nostri paesi possano stringere ancor di più quel legame che da sempre ci unisce come fratelli». (foto di Andrea Petinari)

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UGL in Argentina: nuovi incontri ad altissimo livello

Tutti gli interlocutori hanno proposto di tenere aperto un canale di comunicazione e di mettere in atto meccanismi di collaborazione

BUENOS AIRES, 31 agosto - Un'altra intensa giornata per il Segretario generale dell'UGL Paolo Capone ed i segretari nazionali Luigi Ulgiati (Chimici) e Francesco Alfonsi (Trasporto aereo).

On. Ricardo Merlo
Il primo incontro è stato con l'On. Ricardo Merlo, presidente del MAIE (Movimento Associativo degli Italiani all'estero) che alle ultime elezioni ha conseguito oltre il 50% dei voti degli italiani residenti in Argentina mandando 3 suoi esponenti nel Parlamento italiano (un senatore e due deputati). L'On. Merlo è stato eletto con più di 70.000 voti di preferenza (gli italiani all'estero votano con sistema proporzionale e preferenze).
Il parlamentare si è detto entusiasta della visita dell'Ugl e si è messo a completa disposizione della Confederazione sia in Argentina che in Italia.

Difensore del Popolo della Città Autonoma di Buenos Aires
Il Difensore del Popolo è un organo indipendente che opera in piena autonomia senza ricevere istruzioni da nessuna autorità.
In base all'articolo 86 della costituzione argentina, il Difensore del Popolo è designato o rimosso dal Parlamento col voto dei due terzi dei membri  e può essere in carica per un solo mandato di 5 anni.
La figura dell'Ombudsman proviene dal diritto scandinavo ed è entrata a fare parte dell'ordinamento argentino con la riforma costituzionale del 1994. La funzione del Direttore del Popolo è duplice: da una parte si occupa della difesa e della protezione dei diritti, delle garanzie e degli interessi tutelati dalla Costituzione e dalle leggi di fronte ad atti od omissioni dell'Amministrazione; dall'altra parte si occupa del controllo delle funzioni amministrative pubbliche. Il Difensore del Popolo ha facoltà di realizzare investigazioni, ispezioni, verifiche, richiedere documentazioni, cercare prove. Ha inoltre facoltà di proporre al potere legislativo e all'amministrazione pubblica le modifiche di norme che possono provocare situazioni di ingiustizia.
L'attuale Difensore del Popolo, Alejandro Amor, ed il Segretario generale dell'Ugl, Paolo Capone, di sono trovati d'accordo nel constatare che alla concentrazione del potere economico attraverso le fusioni di grandi gruppi industriali deve fare da contraltare una collaborazione transnazionale delle realtà sindacali per rispondere alla globalizzazione con la globalizzazione dei diritti dei lavoratori. Amor e Capone hanno concordato che è giunto il momento di attuare la partecipazione dei lavoratori alla gestione a agli utili dell'impresa come è nei principi fondanti sel Sindacalismo Nazionale.

Victor Santa Maria
Victor Santa Maria è una figura molto influente in Argentina. E' presidente del Partito Justicialista (il partito peronista) della Provincia di Buenos Aires e parlamentare del Mercosur (omologo ad un parlamentare europeo da noi) ed è uno dei più importanti dirigenti della CGT. Il sindacato dei lavoratori degli edifici, di cui è Segretario generale, ha 100.000 iscritti, 30 centri di formazione, 7 cliniche, 3 hotel, un'università di 10 piani con mille studenti, 3 teatri, 2 radio, un quotidiano e 3 riviste. Santa Maria  è inoltre un club sportivo presidente del Club Sportivo Barracas.
Era presente anche il rettore dell'università del sindacato, la Universidad Metropolitana para la Educacion y el Trabajo, il Dr. Nicolas A. Trotta.

Hector Daer
Hector Daer, leader del sindacato dei lavoratori della Sanità da 16 anni, è uno dei triumviri che dirigono oggi la CGT ed è in predicato di diventare presto l'unico Segretario generale.
Dalle presentazioni delle rispettive Confederazioni sindacali, fatte da Daer per quanto riguarda la CGT e da Capone per quanto riguarda l'Ugl, è emersa una comune visione del sindacalismo per il superamento della lotta di classa  e per la partecipazione dei lavoratori. Si è altresì manifestata la comune preoccupazione per gli effetti della rivoluzione industriale 4.0 sull'occupazione e per come riconvertire in maniera utile i lavoratori espulsi dal sistema produttivo a causa del sempre maggiore impiego di macchine che controllano macchine.
Daer e Capone si sono lasciati con l'impegno di mantenere un contatto costante fra le due organizzazioni per lo studio di possibili soluzioni alle problematiche del mondo del lavoro.
D'altronde anche tutti gli altri interlocutori hanno espresso il desiderio di attuare meccanismi di collaborazione con l'Ugl.

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Lo chef del Presidente dell'Argentina ha la Calabria nel cuore

Sarà lui a curare la Cena di Gala dell’Italianità nella Residenza dell’Ambasciata d’Italia il 14 Giugno in occasione del conferimento del prestigioso Premio L’Italiano al Presidente Macri
TULLIO ZEMBO - Il calabrese Dante Liporace è lo chef del Presidente Mauricio Macri di origini calabresi. Lo incontro alla "Casa Rosada",  l'edificioche si affaccia sulla storica Plaza de Mayo ed è la sede centrale del potere esecutivo della Repubblica Argentina con al suo interno gli uffici del Presidente della Repubblica Argentina.

Grazie per averci ricevuti, chef Liporace, Mi parli della sua italianità.
Grazie anzi a voi de L’ITALIANO per essere venuti.
La mia italianità nasce dai ricordi della mia infanzia passata con i nonni Pasquale e Mafalda, che venivano da un paesino vicino a Cosenza che si chiama Sant'Agata di Esaro. Ci sono andato appena ho potuto per conoscere meglio le radici dei miei nonni, per vedere la casa, i luoghi. E' stata un'esperienza indimenticabile. Lei può capire cosa sia arrivare in un paesino di un migliaio di abitanti dove tutti sono tuoi parenti, è bellissimo. Dovresti andare a cena da tutte le famiglie, impossibile.

Lei, che è un professionista della cucina ad altissimo livello, come ha trovato la sua cucina di origine?
Pensi, tutti hanno il loro orticello in prossimità della casa per cui era un "raccogliere e cucinare”, la mattina si va a raccogliere e la sera si cucina.  Si preparano i vari piatti e si presentano in tavola con la semplicità delle cose buone della cucina italiana, questa è l’essenza.
Si va a dare da mangiare al maiale,  lo si ingrassa bene per mesi e poi lo si prepara...delizioso.
E’ stato un rivivere i racconti di nonna Mafalda sulla vita quotidiana di un paese della Calabria e mi sono reso conto che lo conoscevo già senza averlo mai visto prima. In un posto così ci si sente in una dimensione in armonia con la natura e, come professionista della cucina, si apprezza molto il prodotto naturale, quello che raccogli tu stesso, cosa ormai un pio sogno nelle nostre città moderne.

Come è andato questo rapporto con la cucina artigianale, "naturale"? Ha qualche aneddoto da raccontare?
Eccone uno: non riuscivo a fare i "maccheroni a 'ru fierro" come avevo visto fare dalle mie nonne con quella abilità che nasce dall'esperienza e dalla vita di paese.  Proprio non riuscivo e quasi invidiavo la loro scioltezza e naturalezza dei movimenti con risultato sempre uniforme e preciso. E veloce, mentre guardavo affascinato. Ce n'è voluto.....ma alla fine ho imparato (sorride soddisfatto).
Poi una cosa che mi incuriosiva era il rito della pasta quotidiana, un rito ogni giorno un rito diverso ma sempre uguale.
E poi ancora l'insalata per chiudere il pranzo prima del dolce. In un mio ristorante, elaborando quel ricordo, preparavo un dolce che era un'insalata: un omaggio proprio a quel ricordo, all'Italia bella e divina, alla  Calabria dove c'è il mio cuore.

Ora sì che i calabresi saranno orgogliosi di queste parole dello chef del Presidente. A proposito cosa significa essere lo chef del Presidente? Quali sono state le sfide?
La prima sfida fu quando venni convocato dal Presidente per essere il suo chef personale nella Casa Rosada. Mi chiamarono per valutare fra l'atro lo stato delle cucine e non le dico quello che ho trovato, mi limito a dirle che tutto era sporco e deteriorato....un po' come il Paese allora. Vidi la cucina e pensai che era proprio l'immagine del Paese che i governanti di prima ci lasciavano: un disastro.
Accettai la sfida di farmi carico della prima cucina dell'Argentina, dove, secondo il mio punto di vista, la professionalità deve essere ai massimi livelli, sia di chi ne è il responsabile sia di tutto lo staff.
Il lavoro di pulizia e modernizzazione è durato quasi 3 mesi. Un cambio di struttura, ma sono rimasto con il solito staff che, dopo una buona chiacchierata e un buon esempio, ora sono dei collaboratori eccellenti. Era solo questione di chiarire le responsabilità che ognuno doveva ricoprire. Pensi che prima si contrattavano i servizi di un catering costoso e inefficiente. Ora tutto esce da questa cucina, sia gli eventi ufficiali come la cena di ieri con la Presidente della Svizzera come il pranzo dei dipendenti . Adesso sono orgoglioso dei miei collaboratori. Ora abbiamo un cucina molto professionale e si risparmia “dinero”.

Quali sono i gusti del Presidente?
Il Presidente ha cura nel mangiare.  Se è una cena ufficiale, i piatti sono un po' secondo la provenienza degli invitati. Se è un pranzo di lavoro con ministri o funzionari, si preparano piatti frugali e leggeri per poi continuare il lavoro. Gli piace la carne, nella giusta misura e la “comida” italiana. Senza mai esagerare..
 
Adesso arriva Mattarella  il Presidente dell'Italia. Come sceglie il menu da presentare?  Immagino non sia lo stesso riceve un  Presidente italiano o, per esempio, un Presidente asiatico.
Studio i gusti e ricerco informazioni. Ad esempio quando venne Obama ho studiato ogni dettagli per preparare un meno che fosse consono ai gusti e alle necessità del Presidente degli Stati Uniti e devo dire che risucimmo apreparare un menu per il quale poi lo stesso Obama si congratulo con noi tutti.
Per il Presidentre Mattarella sto in pieno studio, di certo sarà piu semplice e siamo certi di soddisfare ogni possibile necessità. Sto pensando ad una buona pasta, è un'impresa non facile riuscire a preparare una buona pasta in Argentina.
 
A proposito di pasta,  qual è il piatto che le piace di più, chef?
Gli spaghetti con un buon ragù. Piatto molto difficile da trovare in Argentina, quasi direi impossibile
(ride) Un altro piatto che amo - pur essendo semplice è molto difficile da preparare e da trovare qui - è il cacio e pepe. Comunque quando arriva una visita di grande importanza è previsto presentare al protocollo vari e diversi menu affinchè loro, con criterio e con contatti con il protocollo della personalità che ci visita, scelgano in base ai gusti, ad eventuali intolleranze, a ragioni mediche...
 
Come calabrese, che relazione ha con il piccante? Con il peperoncino?
Amo il peperoncino, non così gli argentini che, in genere, non amano troppo e tutti il “picante”, il nostro piccante, che non scherza.. Ricordo che da bambino mio nonno mi davi il peperoncino su un pezzo di pane con un po’ d’olio, sono cresciuto come un calabrese. Un'esperienza indimenticabile è quando nella mia infanzia gustavo il peperoncino e anche un poco di vino (ride di gusto).

Il primo chef d'Argentina è calabrese. Qui la collettività calabrese è importante e sono tanti gli eventi che organizza.
Mi ricordo quando, da bimbo, venivo da Bahia Blanca con mio nonno per la celebrazione della Madonna del Pettoruto.
 
Dante, che relazione ha l'italianità con la sua professione ?
Certamente ogni mio  piatto ha un'ispirazione italiana, come la scelta dei prodotti, la cura e la provenienza. Quando ero chef nel mio ristorante Tarquino, prpravo “la sequenza de vaca”, un piatto di carne, come indicava il nome, un piatto argentino di carne. Però c`era alla base la mia italianità: carne che  si accompagnava con pasta ad esempio. Io credo comunque che tutta la cucina argentina, non solo la mia persona come chef,  senta la presenza dell'italianità. Credo che sia una questione ovvia a tutti noi. Ci manca riscoprire l'alta cucina italiana amalgamata con la cucina argentina, mi sembra che ci sia ancora un cammino da percorrere. Noi conosciamo la cucina italiana, dei vecchi ristoranti della Boca ad esempio,  che presentano piatti di cucina italiana argentinizzata, però mai si è presentata l'alta cucina italiana con la componente argentina presente
 
Sono questioni che mi appassionano,   seguo da neofita la “cucina”. Adesso da anni sono affascinato e coinvolto con Pietro Sorba nella presentazione della Settimana della Cucina Italiana e devo ammettere che mi si è aperto un mondo tanto affascinante per molti versi quanto sconosciuto per la sua immensità.
Pietro è un grande amico e un grande professionista. Conosco ovviamente la vostra Settimana che ha grande ripercussione e ogni anno cresce in importanza.
 
La cucina è un ambiente di duro lavoro non è facile stare molte ore in piedi  in una cucina..
La cucina è dura. A volte i giovani sono affascinati da questa professione, ma, oltre che dura e difficile come ambiente di lavoro, è un esame continuo, tutti i i giorni,  per ogni piatto presentato. Poi se chi gusta il tuo piatto è il Presidente la sfida si fa più difficile. In questo caso, quando è presente il Presidente,  mi faccio carico personalmente di tutti i dettagli,  non lascio nessun particolare al caso .

La ringrazio ancora per questa chiacchierata e per l’invito a gustare il pranzo con lei qui nella Casa Rosada. Ho modo di apprezzare la sua cucina, come tutti i giornalisti accreditati, ogni volta che vengo per coprire un evento.
Per finire è un piacere per me comunicarle, a nome anche dell'editore e fondatore de L'ITALIANO, Gian Luigi Ferretti,  che ci farà piacere, in occasione della prossima cerimonia, nominarla “Eccellenza dell’ Italianità".
Uuhh! Es muy fuerte..Estaria muy feliz mi abuelo, sarebbe felice mio nonno. Grazie. E' un piacere ed un onore (è visibilmente emozionato). Tengo un nudo en la garganta por la emocion, ho un nodo in gola per l'emozione. Grazie!

Grazie a lei, Maestro.

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Dante Liporace nasce a Bahía Blanca e si trasferisce a Buenos Aires per studiare nel Colegio Gato Dumas, il centro accademico più prestigioso dell'America Latina per la scienza gastronomica.
Poi partì per l'Europa, dove rimase quasi sei anni e lavorò con i famosi chef Pedro Subijana, tre stelle Michelin, e Ferran Adrià, il famoso padre della cucina molecolare. Ritornò a Buenos Aires nel 2009 e aprì prima il Ristorante Moreno e poi il Ristorante Tarquinio, universalmente giudicatocome uno dei migliori della città. Il suo menu "Secuencia de la vaca", che proponeva una degustazione di 10 piatti dalla testa alla coda dell'animale ed ebbe una recensione sul New York Times.
Ora , a 39 anni, è lo chef della Casa Rosada da quando Mauricio Macri è Presidente.
Ogni giorno sovraintende alla preparazione dei pranzi, oltre che naturalmente del Presidente, anche di circa 800 commensali, fea funzionari e personale.
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L'UGL a Buenos Aires

INCONTRO DELL’UGL CON LA CAMARA FEDERAL DE LA SEGURIDAD SOCIAL
BUENOS AIRES, 30 agosto - Interessante riunione della delegazione dell’Ugl con i magistrati della Camara Federal de la Seguridad Social, il tribunale di ultima istanza per le cause concernenti la previdenza sociale, che ha impiega circa 550 persone.
Il Segretario generale Paolo Capone, accompagnato dai Segretari nazionali Luigi Ulgiati (chimici) e Francesco Alfonsi (trasporto aereo) ha presentato la Confederazione ed ha risposto a tutti i quesiti concernenti le realtà italiane da un tavolo attentissimo e molto interessato.
Al termine dell’incontro, preparato e reso possibile da Edoardo Chirinos, ex Segretario generale della Camara Federal de la Seguridad Social ed oggi collaboratore del quotidiano L’Italiano, i dirigenti della stessa hanno chiesto di aprire un canale di comunicazione in vista di una collaborazione permanente.

INTERVISTA A TELAM
Il Segretario nazionale dell’UGL, Paolo Capone, è stato intervistato a lungo dai giornalisti di Telam, l’agenzia nazionale di notizie dello stato argentino che distribuisce notizie a 2.800 abbonati, fra i quali i media nazionali ed internazionali.

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Adelmo Gabbi, Presidente della Borsa di Buenos Aires: “Sono più che di origine italiana, sono italiano”

TULLIO ZEMBO - Adelmo Gabbi, Presidente della Bolsa de Comercio de Buenos Aires, mi riceve nel magnifico palazzo sede dell’istituzione nella “City” porteña.
Porto subito il discorso, come faccio sempre in tutte queste interviste, sulla sua origine italiana.

Grazie mille per l’opportunità che mi offre il suo quotidiano L ITALIANO – mi risponde - Io ho “più” che origine italiane, io sono italiano perchè mi sento italiano. Mio nonno è arrivato nell’ anno 1904 da Parma a ”fare l’ America” in Argentina.

E l’ha fatta.
Sì (sorride). Sì, gli è andata bene. Come ho detto, proveniva da Parma e, dopo essersi stabilito in Argentina, vi è ritornato a prendere colei che era la sua fidanzata e che poi è stata la mia nonna. Sì sposarono in Italia e vissero poi tutta la loro vita in Argentina. Arrivarono con una nave, nella classe della categoria più bassa,  con i pantaloni rattoppati, però puliti. Si stabilirono al sud di Santa Fe, dove mio nonno raccoglieva il grano a mani nude in un campo che poi egli comprò e da lì, in Santa Fe, nacque una grande discendenza di figli e nipoti, ognuno dei quali ha poi seguito il proprio cammino, ma tutti siamo tutti italiani. Quando raggiunse una posizione economica più agiata, il nonno tornava ogni anno in Italia e, al rientro, ci si riuniva tutti con la nonna a mangiare la pasta e ad ascoltare le notizie del viaggio e dei parenti  in Italia. Parenti che poi io stesso, in occasione di miei viaggi, conobbi personalmente.
 
I nonni erano proprio di Parma città?
Il nonno sì, la nonna era di Poviglio in provincia di Reggio Emilia.

So che lei è anche sposato con un’italiana.
Mia moglie è di Genova, di origine genovese. Ogni volta che viaggiamo in Italia, ci si stringe il cuore a Fiumicino quando dobbiamo ripartire. Lasciando l’Italia lasciamo casa. Ma subito cominciamo a pensare al prossimo ritorno a casa. L’Italia è la casa.

E’ un sentire comune a tutte le persone che ho intervistato.
Come lei sa, in Argentina non credo ci sia famiglia che non abbia un legame diretto e indiretto con l’Italia.
Io vado in Italia ogni anno, almeno anche per pochi giorni. Non mi appassiona andare in nessun altro posto, in nessun’altra capitale europea.

E, da buon italiano, naturalmente apprezza la nostra buona cucina.
La cucina italiana è la migliore del mondo. E sono tanto intelligenti gli italiani che, oltre che la migliore, la loro cucina italiana è anche la più semplice ed economica del mondo. Pietro Sorba, che seguo come tanti qui in Argentina,  è un buon maestro  di questa nostra arte...
 
Parliamo un po’ della Borsa, ci cui lei è presidente da anni.
La Borsa di Commercio è l’Istituzione economica e finanziaria argentina più antica con i suoi 163 anni di esistenza. E’ passata attraverso tutte le realtà politiche della lunga storia di questo paese a volte - come lei sa benissimo - non proprio facili per niente. La Borsa è l’ unica entità economica che ha sopravvissuto, ininterrottamente,  163 anni.
Nella Borsa passano tutte le transazioni del sistema finanziario  argentino. La somma delle transazioni della Borsa è maggiore di quella totale delle banche in Argentina.  Tutto il finanziamento del consumo in Argentina passa attraverso dei fidecomissi borsatili.
Le grandi imprese argentine,  qualsiasi a cui lei possa pensare - senza eccezioni - tutte si finanziano qui dentro con fondi del mercato argentino e dei fondi stranieri che vengono attraverso la Borsa. La Borsa gode di fiducia incondizionata perchè non è mai fallita nei suoi 163 anni di storia.
Questa Borsa ha sempre ha rispettato le obbligazioni assunte. Tutto ciò che è stato quotato e valutato e in cui la Borsa è stata coinvolta, sempre  è stato pagato.
 
Il che è  tutto dire in una realtà molto difficile come quella dell’Argentina sotto questo punto di vista.
E’ vero che l’Argentina ha vissuto molte crisi, ma è altrettanto vero che la Borsa è sempre stata al di sopra delle crisi. La Borsa è come un processo chimico: il denaro speculativo che entra si traforma in produttivo, tutto passa per la Borsa. Anche se la Borsa non è popolare e men che meno populista.
La borsa è un entità di èlite dove si quotano tutti i prodotti, ovviamente finanziari e non materie prime. Qui si movimentano ogni giorno otto, novemila milioni di pesos, tutti giorni dell’anno..
 
A proposito di continuità, i governi passavano e la Borsa c’era sempre.
Vede, noi individualmente abbiamo la nostra ideologia, pero l’Istituzione sta al di sopra delle ideologie. Qui, ogni anno, il giorno dell’anniversario della Borsa viene il Presidente dell’Argentina in  carica. Il Presidente viene alla Borsa. Mi lasci ripetere e sottolineare: la Borsa è l’unica istituzione dove sempre viene sempre il Presidente.
 
Immagino che non sia sempre facile ricevere un Presidente.
Non lo è affatto! Per esempio la Señora Presidente Kirchner veniva alla Borsa e sempre aveva parole molto dure e offensive (palabras muy feas , dice in spagnolo) verso la mia persona ed io le rispondevo nello stesso tono. Con i suoi ed i miei discorsi ci contrastavamo duramente con due diverse visioni del pensiero economico. Però, noblesse oblige, devo riconoscere che la Señora de Kirchner è comunque venuta ogni anno. Anche se un anno  mi ha suggerito di andare  dallo psicologo,  un altro mi ha detto che ero malato ecc., ecc.
Logicamente siamo molto più vicini alla visione del Presidente Macri - che fra l’altro è socio della borsa da tutta la vita come del resto il padre Franco - perchè con lui l’Argentina è tornata sui mercati dopo 10 anni ed è tornata al rispetto dei mercati,  dei bonisti e di coloro che credono nell’Argentina. Ora è necessario cancellare tutto quel karma che ci deve far vergognare noi argentini per non avere rispettato gli accordi. Uno come italiano lo ha nel DNA che gli accordi si rispettano, vanno rispettati anche quando sono solo verbali.
 
Qual è oggi la realtà dell’Argentina?
L’Argentina ha commesso errori molto gravi quando è entrata rapidamente nel populismo,  perché, quando invece di mettere ordine nell’economia della casa, ci si mette a sperperare, non è mai buon segno mai e questo errore si paga. Bisogna ricordare che gli errori del Governo della Presidente Cristina Kirchner e prima del Presidente Néstor Kirchner hanno portato l’Argentina ad essere dicharata dalla Comunitá Economica mondiale “mercado fronterizo” (mercato frontaliero) che è la qualificazione peggiore di un mercato. Perchè lei possa averne la dimensione, e senza volontà di mancare di rispetto agli stati che nomino, essere fronterizo è essere come Gana, Guinea Equatoriale, Trinidad e Tobago,  paesi che nulla hanno a  che fare con la nostra realtà economico-produttiva nè con la nostra storia. Però in realtá fummo declassati a mercados de fronteras  perchè non eravamo più emergenti. Oggi stiamo già recuperando le condizioni di paese emergente e la settimana scorsa, l’Argentina ha riconquistato la categoria di Emergente per ciò che concerne i titoli pubblici e saremo nei prossimi mesi nuovamente un Paese considerato “paese emergente” e non più “frontaliero”  anche per ciò che concerne i titoli privati.
Possono sembrare solo semplici aggettivi “frontaliero” o “emergente” , ma significano enormemente di più. I “paesi centrali” ogni anno investono nei paesi emergenti qualcosa come novecentocinquantamila milioni di dollari all’anno. La maggior parte di questi investimenti, è vero, vanno in Cina e in India, però il Sistema Latam cioè Messico, Brasile, Colombia, Cile, Perù e Argentina si aggiudica il 20% di quei 950 mila milioni di dollari.
Per molti anni l’Argentina non ha ricevuto ciò che le corrispondeva perchè - essendo dichiarato paese fronterizo - nessuno straniero poteva collocare denaro in Argentina. Per cui gli altri paesi Latam ricevevano anche gli investimenti che sarebbero spettati all’Argentina grazie agli errori del governo precedente .

C’è un settore che potrebbe essere di speciale interesse per un investitore italiano?
Beh ... gli italiani conoscono l’Argentina come l’Italia e ciò che va bene in Italia va bene qui. Il “campo”, la zona nucleo cioè dell’agricoltura argentina, il sud di Santa Fe, Cordoba, Buenos Aires, e per il 90% di origine italiano. Chi ha saputo lavorare e far produrre la terra? Gli italiani. Chi furono i primi fabbricanti di macchine agricole?  Gli italiani. Per cui certamente l’investimento nel campo è ancora molto redditizio per gli italiani. Però l’Argentina oggi è interessante in tutte le categorie. Oggi  tutti gli items possono solo crescere perchè l’Argentina viene da dieci anni senza nessun investimento, dieci anni in cui noi argentini abbiamo deriso gli investitori,  in cui abbiamo mancato di rispetto agli investitori. Dieci anni in cui non abbiamo rispettato la nostra parola data.
Il governo Macri, al contrario, la prima mossa che ha fatto è stata liberalizzare il cambio per rendere la realtà trasparente ed inoltre si è accordato ed ha chiuso una brutta vicenda pagando gli Holdout per rispettare tutto ciò che non avevamo rispettato. La conclusione è che l’Argentina in breve trova 30, 40 mila milioni di dollari, cosa che prima non era neppure impossibile pensare.

Siamo dunque sulla via della normalizzazione del mercato..e del Paese?
Lei ha usato la parola esatta. Il govermo Macri è entrato in un cammino di normalizzazione del mercato. Cosa ci stanno a fare i governi? Per amministrare e permettere ai privati di fare buoni affari, non per interferire negli affari dei privati e creare il disordine come è stato fatto in Argentina negli ultimi anni del passato governo.
 
Lei  è stato uno dei premiati da L’ITALIANO come un’ Eccellenza dell’Italianità.
È  stato uno degli onori più grandi che ho avuto nella mia vita e vi ringrazio di cuore perché, per quanto uno possa essere considerato “grande”, sopra di noi c’è il Paese che ci ha dato le radici e le nostre radici sono in Italia. Sempre dobbiamo rispettare l’Italia. E la rispettiamo.

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